Il quadro normativo sulla cittadinanza italiana ha subito una profonda trasformazione con l’approvazione del Decreto-Legge 28 marzo 2025, n. 36 (noto come “Decreto Tajani”), convertito nella Legge n. 74/2025.
La riforma ha modificato radicalmente la storica Legge n. 91/1992, introducendo severe restrizioni generazionali sulla trasmissione della cittadinanza per discendenza (iure sanguinis).
Il Decreto Tajani ha avuto un impatto dirompente in tutto il mondo, soprattutto sulle comunità italiane all’estero risalenti alle grandi ondate migratorie di fine ‘800 e inizio ‘900.

Fino al 27 marzo 2025, la trasmissione della cittadinanza per iure sanguinis si basava sul principio della continuità della linea di sangue, senza alcun limite generazionale, il possesso di un’altra cittadinanza estera non incideva sulla trasmissione di quella italiana e, infine, nessun legame effettivo era richiesto.

Il Decreto Tajani (Nuovo Art. 3-bis L. 91/1992) ha introdotto il limite delle due generazioni con esclusiva cittadinanza italiana, ossiala trasmissione iure sanguinis solo da genitore o nonno che abbiano avuto esclusivamente la cittadinanza italiana. Altro caso di riconoscimento per i nati all’estero è quello di chi ha un genitore o adottante risiedente in Italia per almeno due anni continuativi dopo l’acquisto della cittadinanza italiana e prima della nascita o adozione del figlio (una condizione rarissima, per esempio, per le famiglie rimaste stabilmente in Brasile per generazioni).

Chi è rimasto escluso dai nuovi limiti ha a disposizione una finestra temporale (fino al 31 dicembre 2027) per presentare una dichiarazione di riacquisto della cittadinanza, subordinata al pagamento di un contributo di 250 euro e a specifici requisiti di soggiorno o legame.

Lo stato del contenzioso e il dramma della retroattività

La riforma si applica con efficacia retroattiva (ex tunc), colpendo chiunque non abbia presentato la domanda amministrativa o il ricorso giudiziale entro le ore 23:59 del 27 marzo 2025.

La riforma si applica con efficacia retroattiva (ex tunc), colpendo chiunque non abbia presentato la domanda amministrativa o il ricorso giudiziale entro le ore 23:59 del 27 marzo 2025.

Questo ha creato una situazione critica. Per esempio, in Brasile a causa della nota paralisi dei Consolati italiani (San Paolo, Rio de Janeiro, Curitiba, ecc.), le liste d’attesa hanno superato i 10-12 anni, e i portali di prenotazione online (come Prenot@Mi) risultavano costantemente bloccati o senza appuntamenti disponibili. Molti italo-brasiliani non hanno potuto presentare la domanda entro la scadenza del 27 marzo 2025 non per loro inerzia, ma per inefficienza del sistema statale italiano.

Si è generato uno scontro giurisprudenziale: la Corte Costituzionale (Sentenza 63/2026) da un latoha confermato che il legislatore ha il potere di limitare lo ius sanguinis per tutelare l’interesse pubblico e il legame effettivo con la Nazione; dall’altro lato la Corte con ordinanza n. 147/2026 ha disposto un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) per verificare se la revoca retroattiva di un diritto che conferisce una cittadinanza europea sia compatibile con i trattati UE; i Tribunali di merito (per esempio, il Tribunale di Bologna con sentenza n. 3335/2026) stanno accogliendo i ricorsi di chi non era riuscito a presentare la domanda entro la scadenza di marzo 2025 a causa del blocco dei sistemi di prenotazione dei Consolati italiani, equiparando il tentativo documentato di prenotazione alla pendenza della domanda.

Le nostre richieste e rivendicazioni: L’Associazione Veneti nel Mondo aps, con sede in Veneto e con circoli all’estero, è una associazione attiva da quasi trent’anni nella tutela dei legami tra la regione e le comunità di emigrati all’estero. Sul Decreto Tajani, ha già espresso profonda amarezza, sottolineando come la riforma colpisca proprio i discendenti di quei veneti che a fine ‘800 sono partiti in povertà assoluta e che con dedizione e impegno hanno mantenuto vive le tradizioni, la lingua e l’amore per la terra d’origine.

Facendo parte della Consulta dei Veneti nel Mondo istituita dalla Regione del Veneto, l’associazione Veneti nel Mondo, come altre associazioni, collabora alla realizzazione dei programmi proposti dalla Giunta Regionale per le comunità venete all’estero.

In questo ambito si chiede agli Enti Locali di non abbandonare i “fratelli all’estero”, il cosiddetto Veneto dello ius sanguinis.

Aldo Rozzi Marin, Presidente Associazione Veneti nel Mondo aps

Si avanzano quattro tipi di richieste:

1. Abolizione del limite generazionale (o innalzamento dei paletti)

Si chiede il ripristino dello ius sanguinis senza limiti di generazione.

La cittadinanza è un diritto soggettivo imprescrittibile e permanente. Molti mantengono viva la lingua, la cultura e il legame identitario con i territori d’origine, come il Veneto, e non possono vedere cancellata la propria storia familiare a causa di una barriera generazionale.

Si contesta il requisito dei due anni di residenza in Italia del genitore, essendo questa una barriera economica e logistica insormontabile per la maggior parte delle famiglie emigrate da generazioni.

Allo stesso tempo, si riconosce la necessità di tutelare l’effettività dello status di cittadino italiano. Lo Stato può introdurre filtri rigorosi per contrastare le pratiche abusive delle agenzie private e le domande di chi non ha alcun reale legame verso la terra d’origine.

2. Eliminazione della retroattività della legge

Un punto critico della legge è l’efficacia retroattiva che ha cancellato le aspettative di chi era già nato prima del marzo 2025. L’applicazione retroattiva lede i diritti di migliaia di discendenti di italiani che hanno dedicato anni a raccogliere documenti, certificati storici e traduzioni legali con la legittima aspettativa di riconoscimento della cittadinanza secondo la norma previgente.

3. Soluzioni concrete per superare la paralisi dei Consolati

  • “clausola di salvaguardia” per tutti coloro che non sono riusciti a presentare la domanda entro la scadenza del 27 marzo 2025 a causa dei disservizi, quali il blocco cronico della piattaforma Prenot@Mi.
  • potenziamento del personale consolare in Sud America per smaltire le code chilometriche, anziché la restrizione legislativa per “risolvere” il problema del sovraccarico burocratico.

4. Estensione della finestra transitoria e rimodulazione dei costi

  • la finestra temporale per il riacquisto della cittadinanza (fino al 31 dicembre 2027) è un periodo troppo breve rispetto ai tempi necessari per reperire atti e documenti: si chiede che sia estesa;
  • azzeramento o riduzione della tassa speciale di 250 euro introdotta per la procedura transitoria, un’ingiusta penalizzazione economica per chi è stato privato di un proprio diritto nativo.

L’Associazione Veneti nel Mondo Aps, e chi vorrà dare il proprio sostegno alle proposte avanzate, confida che la voce delle comunità dei Veneti nel mondo e dei loro discendenti possa trovare ascolto e per questo chiede alla Regione del Veneto l’impegno di promuovere una revisione della legge sulla cittadinanza che sia equilibrata, giusta e rispettosa della nostra identità, della nostra cultura e della nostra storia.

Avv. Aldo Rozzi Marin

Associazione Veneti nel Mondo aps

Le radici profonde non gelano

Email: presidenza@venetinelmondo.org