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 Relazioni Internazionali 

 ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

<<ASSOCIAZIONE CULTURA ED ETNIE – VENETI NEL MONDO RELAZIONI INTERNAZIONALI>>

L’Associazione ha lo scopo di:

a)  Stabilire relazioni internazionali stabili con associazioni e persone di origine veneta, emigrate in paesi del Sud America;
b)  Evitare che la cultura veneta nella predetta area geografica vada dispersa, attivando iniziative e scambi culturali;
c)  Far conoscere nel Veneto la storia delle persone venete, che emigrate in Sud America, sono riuscite ad affermarsi e a dare lustro a tutta l’Italia;
d)  Redigere progetti per favorire un migliore inserimento nel mondo del lavoro di giovani discendenti di famiglie venete, con l’organizzazione di stage e di corsi di specializzazione a loro riservati;
e)  Favorire il rientro in Italia di quelle persone di origine Veneta che, per qualche motivo, non sono riuscite ad inserirsi in modo positivo nelle regioni del Sud America.

-  L’associazione è apartitica, non ha finalità di lucro e svolge attività di promozione e utilità sociale.
-  Sono ammessi all’associazione tutti coloro, che ne condividono gli scopi e accettano il regolamento interno dello statuto.


 

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Leggimi con attenzione!!
Conosci le associazioni emigranti di Italiani nel Mondo??
Dovete sapere che in tutto il mondo ci sono più di 58 milioni di emigranti Italiani e sono tutti collegati ad associazioni  tipo Italiani nel mondo,Calabresi nel mondo, Siciliani nel mondo, Campani nel mondo, Toscani nel mondo, Veneti nel mondo  ecc. della tua Regione.
Tutte queste associazioni cercano di organizzare  viaggi nelle terre di emigrazione.  Ma! A volte non sanno a chi rivolgersi, Tu potresti essere quello a cui si potrebbero rivolgere. Fa si che queste associazioni della tua regione sappiano che tu hai questi viaggi programmati tra gli emigranti di tutto il mondo, Noi ti possiamo organizzare questi viaggi.
Siamo presenti in tutto il Sud America con i nostri uffici ed è per questo che  ti stiamo inviando questi programmi tipo.
La parola Filò è un termine che significa riunirsi per parlare, bere e cantare in luoghi famigliari o davanti a un caminetto, dove i nostri nonni si raccontavano le avventure del passato e del presente.
In Sud America queste cose esistono ancora, ecco perché  noi a volte mettiamo parole tipo: Filò o riscoperta delle origini.

La Veneti nel Mondo ti apre le porte per il Sud America

 

 

Veneto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nota disambigua - Se stai cercando il dialetto veneto, vedi Dialetto veneto.



Wikipedia:WikiProject/WikiProject/Geografia/Antropica/Regioni Regione del Veneto
Stato: Italia
Zona:Italia nord-orientale 
Capoluogo:Venezia
Superficie:18.264 km²
Abitanti:4.699.950 2004 
Densità:258 ab./km²
Province:Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza
Comuni:Elenco dei 581 comuni
Presidente:Giancarlo Galan  al 4.4.05
 
Sito istituzionale

Il Veneto è una regione dell'Italia Nord-Orientale di 4,5 milioni di abitanti, con capoluogo Venezia. Confina a est con il Friuli-Venezia Giulia e con il Mar Adriatico (Golfo di Venezia), a nord con l'Austria (Tirolo e Carinzia), a nord-ovest con il Trentino-Alto Adige, a ovest con la Lombardia, a sud con l'Emilia-Romagna.

Indice

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Geografia

L'aspetto geografico più notevole è senz'altro la Laguna di Venezia. Per quanto riguarda i fiumi, i più importanti sono a sud il Po (e il Delta del Po) e l'Adige, al centro il Brenta e a nord il Piave. A occidente c'è il Lago di Garda.

A nord-ovest ci sono le Alpi in particolar modo i Monti Lessini, l' Altopiano di Asiago e le Dolomiti con il ghiacciaio della Marmolada.

Nella pianura veneta sono presenti i maggiori rilievi collinari dell'intera Pianura Padana: i Colli Euganei, che si ergono, nettamente isolati, a sud-ovest di Padova, seguiti, a poca distanza, dai Colli Berici (a sud di Vicenza).

Storia

Abitata già nella preistoria, fu dapprima insediamento degli Euganei, in seguito del popolo dei Paleoveneti.

La storia del Veneto è unita a quella della più vasta regione del Nord-est dell'Italia, situata tra il confine del Mare Adriatico e tutta la catena delle Alpi Orientali, che comprende Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

In epoca storica a partire dal I sec. a.C. fece parte dell'Impero Romano come Regio X Venetia et Histria.

Dopo la caduta dell' Impero Romano, fu invasa da orde di popoli di origine barbarica (Goti, Eruli, Unni e Longobardi quest'ultima invasione è descritta da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum). Tra il VI e l'VIII secolo si ebbe una divisione sempre più netta tra la Venetia interna, sotto il dominio longobardo e la Venetia maritima dipendente dall'impero bizantino e dall'esarcato di Ravenna. Gran parte delle popolazioni e le autorità religiose si trasferirono dalle città dell'interno ai centri lagunari (Grado, Torcello, Caorle, oltre alle oggi scomparse Malamocco e Civitas Nova o Heraclea). Con la conquista longobarda di Ravenna alla metà dell'VIII secolo, il territorio lagunare acquista una sempre maggiore indipendenza dall'impero bizantino di cui rimane formalmente dipendente. Dal trasferimento della sede del dux bizantino da Civitas Nova sulla terraferma, a Malamocco, nelle isole lagunari (e da qui agli inizi dell'VIII secolo a "Rivoalto", l'attuale Rialto), prende origine la città di Venezia.

Per approfondire, vedi la voce Storia di Venezia.

Venezia, grazie alle immense fortune ricavate attraverso i suoi commerci marittimi e terrestri con tutto il mondo allora conosciuto, divenne la più potente tra le quattro Repubbliche marinare della penisola italica, che si contendevano il dominio commerciale delle rotte del Mediterraneo. Espandendo il suo dominio sui territori circostanti, attorno al 1400, costituì uno stato, la Serenissima Repubblica, i cui confini si estesero oltre quelli dell'antica regio romana, comprendendo parte della Lombardia, l'Istria, la Dalmazia, e vari teritori d'Oltremare.

Alla fine del XVIII secolo la Serenissima Repubblica, ormai in declino, fu invasa da Napoleone Bonaparte e da questi ceduta, dopo una serie di saccheggi e di scontri sanguinosi (Pasque Veronesi) all'Austria in cambio del Belgio. La Repubblica fu divisa in più parti dall'Austria, le singole parti furono delle semplici province dell'impero Austriaco, senza funzioni di Stato. Il governo austriaco fu in generale benevolo, amministrazione abbastanza efficente ed onesta, cercò di realizzare un certo benessere per i suoi sudditi, ma non molto liberale. La parte corrispondente all'incirca all'attuale Regione Veneto, rimase così per circa 60 anni, come parte del Regno Lombardo-Veneto, sotto la dominazione dell'Impero Austro-Ungarico. Partecipò ai moti risorgimentali con l'eroica ribellione e resistenza di Venezia del 1848-1849.

In seguito alla guerra Austro-Prussiana del 1866, battaglia di Sadowa, l'Austria fu sconfitta e dovette cedere il Veneto a Napoleone III. Il trattato di pace di Vienna firmato il 3 ottobre 1866 disponeva testualmente che la cessione del Veneto (con Mantova e Udine) dovesse aversi sotto riserva del consenso delle popolazioni debitamente consultate. Napoleone III procedette all'organizzazione di un plebiscito, in onorevole ottemperanza del trattato di pace, tuttavia fu soggetto a forti pressione da parte di casa Savoia, affinchè cedesse anzitempo le fortezze ed il controllo militare della regione in anticipo sull'esito del plebiscito ed anche alla stessa organizzazione del plebiscito. Il conte di GRAMONT, cui fu affidato provvisoriamente il territorio del Veneto attuale, più Mantova e Pordenone-Udine, cercò di rispettare l'impegno. Le pressioni di casa Savoia furono tali che alla fine Napoleone III ordinò al conte di Gramont di ritirarsi e di consegnare le fortezze e di lasciar occupare il Veneto alle truppe di casa Savoia. Così il plebiscito fu organizzato da casa Savoia, che lo organizzò in modo da non dover contrattare nulla con i Veneti, che persero così l'ultimo sprazzo di autonomia e libertà. Il Plebiscito era necessario a formalizzare - secondo gli accordi precedenti allo scoppio della guerra - la già prevista annessione del Veneto al Regno d'Italia. L'accesso alle operazioni di voto, come per altri plebisciti dell'epoca (ad esempio: quello svolto per l'annessione di Nizza alla Francia, escluse le donne e fu limitato per censo: interessò pertanto solo una parte minoritaria della popolazione (meno di 650.000 votanti su un totale di 2.603.009 residenti). Il risultato (646.789 sì; 69 no; 567 voti nulli), rispecchiò l'assoluta mancanza di segretezza nel voto e di trasparenza nelle conseguenti operazioni di scrutinio. In tal modo, la sostanziale sconfitta militare del Regno d'Italia nella Terza guerra di indipendenza italiana del 1866 si trasformò in un successo politico per casa Savoia.

Il dominio di casa Savoia non fu proficuo sotto l'aspetto economico, la pressione fiscale maggiore di quella austriaca, i servizi inferiori, e la burocrazia meno valida della proverbiale burocrazia austriaca. Alla perdita dei mercati dell'Europa centrale seguì un periodo di crisi economica. Dopo l'annessione al Regno d'Italia e sino alla I guerra mondiale ebbe luogo una intensa emigrazione dal Veneto, particolarmente verso Argentina, Uruguay e Brasile. Durante la I guerra mondiale parte del territorio subì gravi danni.

Il fenomeno dell'emigrazione riprese nel primo dopoguerra, diretto in massima parte verso gli stessi Paesi dell'America Latina che avevano ricevuto le precedenti ondate migratorie provenienti dal Veneto. Fu una emigrazione un poco meglio organizzata.

La II Guerra Mondiale apportò nuove distruzioni, soprattutto a causa dei bombardamenti aerei (particolarmente feroce quello che colpì e rase al suolo gran parte di Treviso). A guerra finita, riprese l'emigrazione che interessò, oltre ad Argentina, Uruguay e Brasile, Venezuela, Colombia, Stati Uniti, Canada e Australia. Flussi migratori a breve termine si ebbero inoltre verso il Belgio, la Francia e la Germania. Si calcola che ci siano nel mondo circa 9 milioni di oriundi veneti.

A partire dagli anni ottanta del XX secolo l'emigrazione si esaurì e, da allora, il Veneto è divenuto terra d'immigrazione. Molti dei nuovi arrivati sono in realtà cittadini italiani, emigrati negli anni duri, che ritornano ai loro paesi; talvolta essi parlano una versione del loro dialetto più arcaica di quella ora utilizzata nel Veneto. Nelle ultime elezioni i cittadini italiani residenti all'estero hanno potuto votare.

L'imponente aumento del livello medio di istruzione scolastica nel Veneto ha creato una consistente sottooccupazione intellettuale, con lavori provvisori inadeguati a molti giovani laureati, che non gradiscono più molti lavori. Si ha quindi il fenomeno di una certa disoccupazione nelle categorie colte e di una certa necessità di immigrazione per certi lavori semplici.

Inquadramento Amministrativo

Dal 1946 il Veneto è una regione della Repubblica Italiana. Nel 1971, approvando con legge costituzionale lo Statuto [1] della regione Veneto, il Parlamento italiano ha riconosciuto agli abitanti della regione la definizione di «popolo» (l'unica altra regione con questa peculiarità è la Sardegna).

Tuttavia questa definizione di popolo rimase senza effetto reale; il Veneto non riuscì mai a raggiungere lo statuto di Regione Autonoma. Ultimamente (2006) sono stati effettuati vari referendum, con esito positivo, da parte di comuni confinanti con le più fortunate Regioni del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, per ottenere il passaggio dalla Regione Veneto alle più fortunate regioni autonome confinanti. Il procedimento costituzionale richiede che i referendum con esito positivo vengano esaminati per l'approvazione finale dal parlamento nazionale. Questi referendum sono ora di competenza del parlamento appena eletto (Aprile 2006).

Amministrazioni

Voci correlate

Collegamenti esterni


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