fbpx
All new customers qualify for a 100% bonus abonuscode.co.uk £200 Initial Deposit Bonus on bet365 plus £50 Mobile Promo

Giornale

­

Giornale

Scarica l’edizione in PDF di “VENETI&VENETI”!

Potrai leggere, stampare e salvare tutti gli ultimi articoli pubblicati

7 Giugno 2016|non in elenco|

Il film veneto Brava Zente arriva a Rosario, Argentina

Sabato 21 maggio, ore 18:00, presso Cafferata 254 – Rosario, Argentina, Associazione Veneti nel Mondo aps e Asociación Familia Veneta de Rosario organizzano la prima proiezione in Argentina del Film Brava Zente, Storie della terra venete, del regista vicentino Giancarlo Cappellaro.

Il film è ambientato negli anni Cinquanta del secolo scorso e propone scorci di vita nei borghi del Basso Vicentino e in particolare a Longare, Costozza, Lumignano, Castegnero, Nanto, Mossano, oltre a Camisano Vicentino, Torri di Quartesolo, Arcugnano e la stessa Vicenza.

Storie che hanno il sapore di un’umanità ancora scossa dalla guerra, ma protesa verso un futuro migliore. Storie che risentono di stili di vita ancorati al passato, tra credenze, relazioni, visioni e speranze appena accennate.

L’autore e regista vicentino Giancarlo Cappellaro (da anni creatore di prodotti audiovisivi come fiction, documentari girati in varie parti del mondo, video industriali, video istituzionali e opere liriche) ha coinvolto l’associazione teatrale “Il Covolo” di Longare, l’Università di Adulti e Anziani di Camisano Vicentino e la ProLoco di Mossano, per un totale di un centinaio di volontari che hanno interpretato i ruoli di attori principali, attori secondari e tecnici, oltre che assistenti tecnici, trovarobe e costumisti.

Il film è in lingua veneta con accento vicentino (con qualche contaminazione) e in parte in italiano. La tecnica di ripresa si è avvalsa delle nuove tecnologie video 4K in formato “cinemascope” a 24 fotogrammi al secondo con audio dal vivo e musica originale con mix 5.1. È un lavoro complesso, svolto seguendo i carismi cinematografici classici ma con una particolarità che lo rende interessante: l’impegno di attori e tecnici dilettanti è stato accompagnato dall’utilizzo di risorse tecniche artigianali e professionali. Le riprese realizzate tra il 2019 e il 2020 coprono tutte e quattro le stagioni.

Aldo Rozzi Marin, Presidente

14 maggio 1509, battaglia di Agnadello fra la Serenissima e la Lega di Cambrai

Nel 1508 attraverso la Lega di Cambrai l’intera Europa, eccezione fatta per l’Inghilterra, si coalizzò contro la Serenissima. 

Il 14 maggio 1509 ad Agnadello (Cremona), ci fu la prima epica battaglia, che si concluse con una tragica disfatta per l’esercito veneziano.  

Da una parte l’esercito del re francese Luigi XII e nel quale spiccavano personaggi come Charles II d’Amboise governatore di Milano, Jacques de la Palice maresciallo di Francia, più famoso per l’aggettivo lapalissiano, il cavaliere senza macchia e senza paura Pierre Terrail de Bayard e diversi “italiani”:  Gian Giacomo Trivulzio, maresciallo di Francia,  Gian Nicolò Trivulzio, conte di Musocco che dopo la battaglia ricevette il feudo di San Giovanni in Croce nel cremonese, Michele Antonio del Vasto, marchese di Saluzzo,  Teodoro Trivulzio, maresciallo di Francia, governatore di Genova e di Lione,  Alfonso I° d’Este, duca di Ferrara, che poi ritroveremo nella battaglia di Polesella, Galeazzo Sanseverino, marchese di Bobbio, Achille Torelli, conte di Guastalla, Mercurio Bua conte di Acquino e Roccasecca, Galeazzo I Pallavicino figlio del marchese di Busseto. 

L’esercito del “Padre del popolo” francese era composto di circa 25.000 effettivi fra i quali 2.300 cavalieri pesanti, circa 4.000 cavalleggeri e circa 20.000 fanti di varie nazionalità (svizzera, francese e italiana). 

Dall’altra l’esercito della Serenissima guidato, al grido “Marco, Marco”, da Nicolò Orsini conte di Pitigliano col titolo di capitano generale  e da Bartolomeo d’Alviano col titolo di governatore generale, i quali erano  affiancati da Pietro del Monte, Dionigi Naldi da Brisighella, Lucio Malvezzi, Pandolfo Malatesta, Antonio dei Pio da Carpi, Gian Francesco Gambara, Lattanzio da Bergamo e Citolo da Perugia. 

Come provveditori generali troviamo Giorgio Corner, che si era particolarmente distinto in Friuli e Andrea Gritti, che ritroveremo poi come eroico difensore di Padova e successivamente doge dal 1523 al 1538, 

Sulla carta l’esercito veneto  poteva contare anch’esso di circa 25.000 effettivi dei quali 1.500 cavalieri pesanti, circa 1500 schiavoni, 300 stradioti e circa 20.000 fanti fra i quali spiccavano i romagnoli “brisighelli”, diverse compagnie di ventura (fra i comandanti ricordiamo Citolo da Perugia, Giacomo Secco da Caravaggio e Giovan Francesco Gambara), e centinaia e centinaia di uomini organizzati nelle “cernide” non tutti sufficientemente armati e addestrati (vanno ricordati i circa 1.000 vicentini guidati da Giacomo da Ravenna). 

I due condottieri della Serenissima erano profondamente diversi tra di loro: tanto prudente era l’Orsini, con un atteggiamento attendista, disposto a subire le provocazioni  e le devastazioni dei francesi, trincerato com’era nel campo di Orzinuovi (Bs), che reputava “vincere il non perdere” (2), tanto aggressivo, quasi temerario era invece Bartolomeo d’Alviano, che dalla sua aveva anche la recente vittoria in Cadore sulle truppe di Massimiliano. 

Nei primi di maggio gli eserciti si vennero a trovare a pochi chilometri di distanza: quello francese era arrivato a Rivolta, saccheggiandola, quello veneto era a Casirate. 

Nelle prime ore del giorno 14 i francesi partirono per Pandino, importante nodo strategico sulla strada per Crema  ma trovarono già sul posto l’avanguardia veneziana che fu attaccata e mentre l’Orsini ordinava il ripiegamento, l’Alviano prese i suoi uomini e attaccò il nemico ma si trovò in una inferiorità numerica di uomini e mezzi spaventosa, e nonostante la sua eroica resistenza fu ferito e catturato. 

Il re Luigi XII stupito dal valore del d’Alviano ordinò che non fosse ammazzato e lo portò prigioniero in Francia, liberandolo dopo quattro anni quando ci fu un’alleanza fra Venezia e Parigi; e oltre al d’Alviano il re di Francia esaltò altri quattro veneziani che si batterono con grande eroismo; Baldassarre Scipione e Pietro Testa che erano stati fatti prigionieri e Mariano Conti e il conte Pietro Martinengo che rimasero uccisi. 

Luigi XII disse “che se i Viniziani avessero avuti duecento uomini simili, egli sarebbe stato loro prigione quel giorno” come ricorda il Da Porto nelle sue Lettere storiche. 

L’esercito della Serenissima fu praticamente distrutto; non si sa quanti soldati veneti morirono (in battaglia o nei giorni seguenti), diverse fonti parlano di 4-5.000 morti; l’esercito francese dilagò nella terraferma senza praticamente trovare resistenza, per diversi giorni l’esercito della Serenissima fu allo sbando. 

Il perfido Machiavelli annotò compiaciuto che la Serenissima in una giornata perse tutto quello che aveva conquistato in ottocento anni … 

Tutto sembrò perduto per la Repubblica Veneta, l’esistenza stessa dello Stato Veneto venne messa in discussione; ma prima da Treviso e poi da Padova iniziò la riscossa che, nel nome di San Marco, si concluse con la riconquista di Verona nel 1517: la Serenissima, da sola, mantenne quasi inalterati i propri confini.   

Un trionfo dovuto alla saldezza dello Stato, a una straordinaria diplomazia, alla capacità dei suoi condottieri, alla fede cristiana, ma soprattutto all’incrollabile attaccamento a San Marco del contadino veneto, pronto a farsi impiccare dichiarando che  “era Marchesco e che Marchesco voleva morire, e non voleva vivere altrimenti” citando ancora il Machiavelli… se ci fosse una colonna sonora di questa pagina leggendaria della nostra storia veneta, in essa si sentirebbero le grida di “Marco, Marco!” e “Viva San Marco!” 

Ettore Beggiato 

Presidente onorario 

Associazione “Veneti nel mondo”

L’immagine è tratta dal volume “La Lega di Cambrai e la Serenissima” di E. Beggiato, l’autrice è Martina Tauro in arte La poiana.

Ricordando Gabrio Bobbo, Cavaliere della Repubblica, Presidente veneto del Coro del Grappa di Heilbronn, Germania

È venuto a mancare il Signor Gabrio Bobbo di Neckarsulm (Baden Wuerttemberg – Germania), Cavaliere della Repubblica Italiana, originario da San Dona di Piave in Veneto e importante rappresentante della prima generazione veneti emigrati in Germania.

Con la prospettiva di 28 mesi di servizio militare nella Marina Militare di Terra, Gabrio Bobbo decise nel 1960 di lavorare lontano da casa. Ben presto i motivi per rimanere a Heilbronn furono tanti: sua moglie Ilona e ​il posto di lavoro per l’azienda automobilistica Audi, reparto risorse umane.

Grande era l’impegno del Signor Bobbo a favore della comunità veneta ed italiana, anche con collaborazioni con le autorità locali, il tribunale e importanti società, come l’Audi. Da più di trent’anni partecipava inoltre al direttivo del Coro del Grappa di Heilbronn, attualmente ne era il Presidente. Ben conosciuto nella circoscrizione, con il suo impegno ha permesso l’inserimento nella comunità a molti veneti ed italiani, allietandone le feste con canti italiani, dialettali e degli Alpini.  

Un Veneto, che con il suo onesto lavoro, ha contributo a consolidare l’amicizia tra il popolo tedesco e i nostri emigrati!

Aldo Rozzi Marin, Presidente Associazione Veneti nel Mondo

“Viaggio di ritorno”, il libro di poesie di Mary Tessarolo, da Galliera Veneta al Perù e ritorno

Il 29 aprile 2022 nella sala polifunzionale di Villa Rina a Cittadella è stato presentato, con la conduzione di Alice Castellan, il libro “Viaggio di ritorno”, libro di poesie di Mary Tessarolo, padovana emigrata di rientro dopo una vita vissuta in Perù.

Nel corso della serata sono intervenuti l’Assessore della Cultura di Cittadella Paola Geremia e l’avvocato Francesco Maria Pelegatti, che ha approfondito filosoficamente le poesie di Mary Tessarolo e il concetto di bellezza. La serata è stata accompagnata dai Maestri di musica Giorgio Gazziero (chitarra) e Ida Mazzonetto (pianoforte) con gli alunni della Scuola di Musica Ida Mazzonetto.

Ho avuto il piacere di introdurre la serata portando i saluti dalla Presidente del Circolo Veneti nel Mondo Perù, Amalia Pavanel, ricordando l’autrice e la comunità veneta che vive in Perù: testimonianza di cultura, arte, imprenditoria, …  

I veneti in Perù, anche se non molto numerosi, hanno influenzato, e influenzano, la comunità italiana e peruviana, essendo una comunità che con dedizione e generosità fa garrire il leone di San Marco al vento del Pacifico. Nel mio intervento ho ricordato alcuni dei veneti conosciuti nel corso dei miei viaggi in Perù, che sono testimonianza dell’operato veneto nel paese.

Nella comunità veneta del Perù si scopre quel Veneto costruito oltre oceano, dove si riflettono i valori della nostra cultura: il lavoro, come valore di vita, da tramandare alle future generazioni; il lavoro svolto nella città di Lima, nella foresta amazzonica o nelle miniere, come mi racconta Zas Friz emigrato insieme a tanti altri dalla Valle Agordina; il senso del sacrificio, presente nella lunga traversata oceanica e nel duro viaggio a terra, nella fatica del lavoro, e nella nuova vita da costruire; l’iniziativa imprenditoriale  che portò molti a raggiungere notevoli risultati e creare vere fortune.

I collegamenti economici con il Veneto sono importanti. I veneti in Perù – come nel resto del mondo -, sono un riferimento importante, una ricchezza per creare delle collaborazioni imprenditoriali con le imprese venete. Non solo impresa. Anche nel sociale l’attività rivolta a beneficio della comunità peruviana è importante, come ad esempio l’operato svolto da Daniela Pronio, con il CEPROF, associazione che opera nelle periferie di Lima.

Tra i sentimenti che colmano i cuori e danno parole agli stati d’animo, emerge la nostalgia della Patria lasciata. Come mi diceva un emigrante di Treviso: “Il mio ricordo e la mia mente ritornano spesso indietro con gli anni nel mio Veneto, riaffiorano le mie emozioni vissute in quella terra e provo molta nostalgia.”

Tante storie di oriundi, rappresentanti di tutte le province del Veneto. Sono nonni, padri, mogli, nipoti che hanno un pezzo di Veneto nel cuore. Famiglie perfettamente integrate che hanno contribuito negli anni a fare la storia del Perù, ma con uno sguardo rivolto sempre alle proprie radici. Non manca inoltre chi da recente ha eletto il Perù come propria seconda patria e chi dal Perù è voluto ritornare in Veneto.  

A fine serata ho ringraziato l’autrice Tessarolo per l’incontro fatto di poesie e musica.

Aldo Rozzi Marin, Presidente Associazione Veneti nel Mondo

I Veneti nel Mondo festeggiano San Marco

“Pax tibi, Marce, evangelista meus”. Questa la frase che si legge nel vangelo aperto tenuto dal leone alato, simbolo di San Marco, patrono di Venezia e del popolo veneto.

Ed è a San Marco che i circoli dell’Associazione Veneti nel Mondo e le comunità venete oltreoceano hanno dedicato in questi giorni eventi ed attività. Un vero e proprio viaggio tra le comunità venete:

1° tappa: Rosario, Argentina

Domenica 24 aprile, la Famiglia Veneta di Rosario ha festeggiato San Marco con un pranzo nella sede sociale, al quale hanno presso parte più di 150 soci e amici. L’occasione è stata opportuna anche per presentare il nuovo Direttivo dell’associazione guidato da Mauro Testa e per ritrovarsi in presenza dopo due anni di pandemia che hanno fortemente colpito le attività culturali.

2° tappa: Lima, Perù

Un evento tutto dedicato al patrono veneto si è tenuto anche a Lima, Perù. Qui il circolo Il circolo Veneti nel Mondo Perù ha organizzato un bel momento conviviale al quale hanno partecipato tanti amici veneti.

3° tappa: Arborea, Sardegna, Italia

Lunedì 25 aprile, dopo tre anni, si è tornati a celebrare la ricorrenza di San Marco anche al Centro Uno di Arborea dove è una chiesetta intitolata al Santo evangelista, presumibilmente coeva alla edificazione della borgata (1939). Una cosa però non è cambiata: la genuinità della cerimonia, che ci riavvicina alla vita campestre. Viva San Marco!

4° tappa: Campo Largo, Paranà, Brasile

La comunità di Campo Longo organizza in tre giornate (24.04.2022 – 01.05.2022 – 07.05.2022) il Cammino di San Marco per passare delle giornate tra cultura, solidarietà, appartenenza e cristianesimo e per festeggiare la festa di San Marco e la cultura veneta. Camminiamo con San Marco!

…eventi e feste anche a Santo Domingo, Repubblica Dominicana, in Argentina, in Brasile e altri paesi di emigrazione veneta…. San Marco è riuscito nell’obiettivo di far trascorrere una bella giornata di convivialità a tutti coloro i quali hanno voluto rendergli omaggio anche con la semplice presenza o il proprio pensiero.

Aldo Rozzi Marin, Presidente Associazione Veneti nel Mondo

Lunedì 25 aprile, facciamo sventolare le bandiere di San Marco!

Da sempre nei territori della Serenissima Repubblica Veneta il  25 aprile si onora e si festeggia San Marco, emblema religioso e politico della Repubblica Veneta fino al 1797,  e in seguito, bandiera e simbolo del popolo veneto. E non a caso uno dei primi provvedimenti degli invasori francesi fu proprio quello di sospendere la festa di San Marco e di condannare a morte chi osasse gridare “Viva San Marco!”.

Ma nonostante l’accanimento e la brutalità di Napoleone e dei suoi collaborazionisti italiani, ancor oggi nell’intero Commonwealth della Serenissima, dall’Adda all’Istria, dalla Dalmazia alla Grecia, decine e decine sono le iniziative per ricordare e festeggiare San Marco, le cui spoglie riposano a Venezia dal lontano 828. 

E’ fondamentale riappropriarci della nostra identità, delle nostre feste, riscoprire l’orgoglio di sentirsi veneti e di sventolare gioiosamente la nostra bandiera, di esporla dalle nostre case: basta con l’imposizione del “pensiero unico” che sta mortificando culture, civiltà, lingue, costumi, identità diverse ma proprio per questo  degne di essere rispettate, tutelate e valorizzate.

Facciamo sventolare allora le nostre bandiere venete nella nostra Terra Veneta,  nelle nostre case, nei nostri balconi, nelle nostre piazze, quella bandiera di San Marco che nonostante una legge regionale in merito troppe amministrazioni e troppe scuole continuano a non esporre.

Esponiamola con orgoglio, memori di cosa ha significato e cosa significhi la storia veneta nella storia dell’umanità, orgogliosi che nella nostra bandiera nazionale ci sia la parola, il concetto di “pace” (Pax Tibi Marce Evangelista Meus).

Esponiamola per ricordare tutti coloro che sono morti per difendere la nostra Terra gridando “Viva San Marco!”, per tutti quelli che sono finiti in prigione per difendere il loro diritto di continuare ad essere veneti.

Ancora nel primo dopoguerra la polizia titina jugoslava mise in carcere venete e  veneti della Slavonia (Croazia)  solo perché  pretendevano di svolgere la processione in occasione della festa di San Marco; più recentemente ricordiamo i Serenissimi e altri patrioti veneti sbattuti in galera dalla “giustizia” italiana.

Esponiamo la bandiera di San Marco perché siamo europei ed europeisti affinché l’Europa dei banchieri diventi l’Europa dei popoli e delle regioni; un’Europa in grado si svolgere quel ruolo che la storia le assegna, ma che sventuratamente non riesce a interpretare.  

Un’ Europa che veda protagonisti bavaresi e catalani, scozzesi e tirolesi, bretoni e sardi, ma anche noi veneti.

Viva San Marco!

Ettore Beggiato, Presidente onorario Associazione Veneti nel Mondo

Il Gonfalone del Cammino Da San Marco a San Marco vola in Canada

Venerdì 1° aprile 2022, nella splendida cornice di Bassano del Grappa, Aldo Rozzi Marin, Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo assieme a Matteo Grigoli, Presidente dell’Associazione San Marco Evangelista, ed Ettore Beggiato, Presidente Onorario dell’Associazione Veneti nel Mondo, hanno avuto l’onore di consegnare il Gonfalone dell’XIII Edizione del Cammino Da San Marco a San Marco a Fabio Mincato della comunità veneta di Montreal, in Canada.

Consulente aziendale con pluriennale esperienza nell’internazionalizzazione delle imprese, Fabio Mincato, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, è Presidente di Innovations America Europe Inc. società di consulenza canadese che sviluppa e combina le diverse discipline dei servizi per l’area di business internazionale e scambi di tecnologie e progetti. Già membro del Comitato Direttivo della Comunità Scientifica degli Italiani in Canada e vice Presidente della Società Dante Alighieri Montréal – Canada. Da anni cura i rapporti tra il Veneto, suo paese natale, e la comunità veneta del Québec.

Alla cena organizzata per la consegna del gonfalone, tra menu della tradizione veneta – del ristorante El Piron di Bassano del Grappa – e canti popolari, hanno preso parte anche alcuni rappresentanti del circolo Veneti nel Mondo Sardegna, del circolo Veneti nel Mondo Repubblica Dominicana e alcuni soci dell’Associazione Veneti nel Mondo.

Da San Marco a San Marco è un cammino che già nel nome richiama l’amato Patrono veneto, simbolo di splendore per oltre mille anni con la Repubblica Serenissima. Il gonfalone con il Leone alato parte da Piazza San Marco di Pai di Sopra, frazione di Torri del Benaco sul Lago di Garda, e arriva a Piazza San Marco di Venezia, portando un messaggio di unione e solidarietà, di Fede e Amore, nella memoria di un popolo che sta riscoprendo sempre più le radici profonde della sua identità. Lungo questo tracciato da ovest a est, dal lago al mare, la linea segnata dal passaggio della bandiera di San Marco unisce idealmente tutto il Veneto.

Il Cammino Da San Marco a San Marco, curato con fede e passione dal veronese Matteo Grigoli, è un’iniziativa organizzata dall’Associazione Culturale San Marco Evangelista in collaborazione con l’Associazione Veneti nel Mondo e l’Associazione Veneto Nostro – Raixe Venete, con il patrocinio della Regione del Veneto, del Patriarca di Venezia e della Diocesi di Verona, per diffondere e valorizzare la cultura e la lingua dei veneti, che stanno tornando ad essere consapevoli della loro grande storia (www.dasanmarcoasanmarco.com). Protagonista è la storica bandiera di San Marco che passa di mano in mano e viene stretta da centinaia di veneti.

Dopo la conclusione in Basilica a Venezia, ogni anno l’associazione Veneti nel Mondo si impegna a portare il gonfalone del leone alato di San Marco ad una delle proprie comunità venete all’estero,  per il 2022 la scelta è ricaduta nella comunità veneta del Canada.

Noi Veneti ci riconosciamo in questa immagine come esempio di forza, di volontà, di giustizia e di fede. Questi sono i valori che molto spesso ci rendono riconoscibili gli uni gli altri. Avere la bandiera di San Marco nelle nostre case, non è un souvenir ma è tenere vivo il legame delle nostre famiglie con la terra da cui sono partite.

W SAN MARCO!!

Aldo Rozzi Marin, Presidente Associazione Veneti nel Mondo

COMVERS: un nuovo direttivo per i progetti veneti nel Rio Grande do Sul

Si sono svolte lo scorso 19 marzo 2022 le Assemblee Ordinaria e Straordinaria del COMVERS, il Comitato Veneto del Rio Grande do Sul, Brasile.

In questa occasione è stata eletta nuova presidente Isabel Dalcin Quirino dell’Associazione Italiana di Santa Maria, sezione Veneto. Il ruolo di consultore per la Regione del Veneto è stato invece affidato a Naura Bordignon. Entrambe hanno avuto l’opportunità di elogiare il lavoro svolto dai dirigenti che hanno condotto le attività fino ad oggi, lavoro che ha portato alla adesione al COMVERS di nuove associazioni.

Nel corso degli incontri è stato inoltre presentato il resoconto della dirigenza che ha concluso il suo mandato, con la parola dell’ex presidente Luciano Vencato Gastaldo, segretario dei lavori, del presidente Ademir Bacca e del consulente della Regione del Veneto Ismael Rosset.

Al termine dell’Assemblea è stata inoltre deliberata l’approvazione di una modifica statutaria riguardante lo spostamento della sede della Federazione presso la sede dell’Associazione Italiana di Santa Maria.

Tutto è pronto per ripartire con le attività e i progetti culturali, in particolare con il progetto dedicato ai “25 Leoni di San Marco” realizzato in collaborazione con l’Associazione Veneti nel Mondo.

Da San Marco a San Marco, il cammino del popolo veneto

Un’emozione essere di nuovo in Basilica di San Marco. 25 marzo, giorno dell’annunziazione del  Signore, un tempo il capodanno veneto, oggi, grazie a una legge del Consiglio Regionale, “Festa del Popolo veneto”. Tra le iniziative inserite in questa ricorrenza il Cammino Da San Marco a San Marco, curato con fede e passione da Matteo Grigoli, dall’Associazione San Marco Evangelista in collaborazione con l’Associazione Veneti nel Mondo, realizzato ogni anno per diffondere e valorizzare la cultura dei veneti.

Il gonfalone dopo essere stato stretto da centinaia di veneti è stato portato come segno di unità e fratellanza tra i veneti dell’Argentina, Cile, Perù, Brasile, Australia, Canada e alla comunità veneta di Arborea.  Simbolo di una fede che si espande in tutto il mondo.

Vorrei condividere una riflessione sul significato del simbolo nostro del massimo patrono. Un simbolo di forte religiosità, di saggezza e di forza, esposto sugli edifici istituzionali e nelle scuole locali.

Il leone rappresenta, oltre alla continuità tra la Serenissima Repubblica di Venezia e il Veneto di oggi, il legame dell’Evangelista San Marco con i veneti ovunque siano, rappresenta la fede profonda, cattolica e universale, che è segno di appartenenza ed elemento fondante della nostra cultura, delle nostre virtù e dei valori dell’antica Repubblica.

Il Vangelo di San Marco proclama, come una voce che nel deserto, forte come un ruggito di leone, che Gesù è Figlio di Dio.

Viva San Marco! 

Basilica di San Marco, 27 marzo 2022

Aldo Rozzi Marin, Presidente Associazione Veneti nel Mondo

Ricordiamo e festeggiamo il primo marzo, capodanno veneto

28 febbraio 2021   more veneto

 Il primo marzo è sempre stato considerato nella storia della Repubblica Veneta il capodanno veneto;  nei documenti e nei libri di storia si trovano le date relative ai mesi di gennaio e febbraio seguite da “more veneto” per sottolineare questa peculiarità veneta: incominciando l’anno veneto il primo di marzo, gennaio e febbraio erano gli ultimi mesi dell’anno passato (si veda, come esempio, la data del comunicato).

Il capodanno veneto originariamente era stato fissato al 25 marzo, giorno della fondazione di Venezia (421),  per i credenti giorno dell’annunciazione del Signore,  e, secondo una leggenda greca, giorno della creazione del mondo; in un secondo tempo fu anticipato al primo marzo per comodità di calcolo.

Emblematico quanto successe il 9 marzo 1510 nel luogo ove adesso sorge il Santuario della Madonna dei Miracoli a Motta di Livenza (Tv), la Madonna apparve a un contadino del posto e gli disse “Bon dì e bon ano!”

Per la verità nelle tradizioni delle nostre comunità un ricordo del capodanno veneto ha continuato, magari inconsciamente, ad essere presente: pensiamo al “bati marso”, al “brusar marso”, ai botti prodotti spontaneamente con il carburo…

Un altro tassello della nostra storia e della nostra identità che va valorizzato, anche per onorare il Serenissimo Bepin Segato che più di ogni altro si era impegnato per riproporre questa festa.

Recentemente è stato festeggiato in diverse città venete  il capodanno cinese (è l’anno della Tigre d’acqua); qualche giorno fa  gli amici tibetani hanno festeggiato il loro capodanno (Losar) e per tutti noi è stato un momento per ribadire la nostra solidarietà alla  nazione del Tibet  vergognosamente calpestata dalla Cina; il 21 marzo i curdi festeggeranno il loro capodanno (Newroz) e sarà l’occasione per tutti coloro che credono nel diritto dell’autodeterminazione per tutti i popoli per stringersi attorno al popolo curdo,   non parliamo poi delle ricorrenze e delle celebrazioni  di altri popoli, di altre religioni  (si pensi solo al Ramadan): ma nel Veneto del futuro ci sarà spazio anche per i Veneti ?

Intanto  “Viva San Marco!”  per ricordare e festeggiare l’arrivo del nuovo anno veneto.   

 Ettore Beggiato 

Presidente onorario “Veneti nel mondo”

Al via la campagna Amici dell’Associazione Veneti nel Mondo aps 2022

Al via la campagna Amici dell’Associazione Veneti nel Mondo aps 2022

Lo scorso 24 gennaio 2022 abbiamo scritto un’altra pagina della storia della Veneti nel Mondo, con l’approvazione del nuovo statuto di Associazione di Promozione Sociale, e la denominazione ufficiale di Associazione Veneti nel Mondo aps.

L’obiettivo principale dell’Associazione Veneti nel Mondo aps rimane quello di valorizzare e promuovere la cultura veneta per mantenere uniti i veneti nel mondo, quelli che vivono in Veneto e quelli al di fuori dei confini regionali, tutti parte del grande popolo veneto caratterizzato dalla sua identità, dalla sua cultura e dalle sue tradizioni.

L’impegno di oltre venti anni di attività nell’ambito dell’emigrazione e della cultura veneta si è concretizzato in eventi formativi, scambi giovanili, missioni imprenditoriali, iniziative editoriali e multimediali.

Per conoscere la nostra attività ed essere aggiornati sulle azioni in programma, le rassegne culturali, gli eventi organizzati, da quest’anno è possibile aderire all’Associazione Veneti nel Mondo aps come Amico, versando con le modalità riportate in calce alla presente la quota valida fino a dicembre 2022, che l’assemblea ha stabilito a partire da 10,00 euro.

Ad ogni Amico verrà inviata la tessera digitale dell’Associazione Veneti nel Mondo aps.

Grazie per il Vostro sostegno!

Come aderire Amici dell’Associazione Veneti nel Mondo aps

1. Compilare il modulo

2. Effettuare il pagamento della quota di adesione:

  • via PayPal cliccando sul seguente link: Paypal.me/venetinelmondo
  • con bonifico bancario su c/c intestato a Associazione Veneti nel Mondo

Banca INTESA SANPAOLO, agenzia di Camisano Vicentino, Codice BIC BCITITMM

IBAN IT80K0306960232100000000700

indicando nella causale “Cognome Nome – Quota Amici Associazione Veneti nel Mondo aps”

3. Inviare il modulo compilato e la ricevuta del pagamento a segreteria@venetinelmondo.org indicando nell’oggetto della mail “Adesione Amici Associazione Veneti nel Mondo aps”.

Festa da Uva a Caxias do Sul, Brasil: e ste tose le ne invita in lengoa veneta

Torna la spetacolare Festa dea Ua a Caxias nel Rio Grande do Sul in Brasil. Dal 18 febraro al 6 de marso.

E ste tose, la Regina de la manifestazion e le do principesse, ne invita tuti a vignir a Caxias do Sul, in lengoa veneta.

Dal 1931 ogni do ani vien organisà sta festa che la xe la pì inportante festa dea Ua e del vin de l’America Latina: ben 250 cantine che mete fora el so vin,  disendenti de tanti e tanti veneti (e trentini, furlani, lombardi) che xe emigrà a partir dal 1875 suito dopo l’arivo del Regno d’Italia ne la nostra Tera veneta, se trova par far festa e par mostrar al mondo intiero la so bravura ne l’arte del fare el vin: on toco de Veneto de là del “foso grando” (l’oceano) che ga mantegnù salde le so raixe.

https://www.festadauva.com.br/uploads/image/126808450661fa7869a0076.png

In ocasion de la Festa vien anca votà la Regina de la manifestasion e do principesse   che so stò toco le ne invita a ‘ndar a Caxias do Sul.

On strucon a tuti, bona festa e bon laoro

Ettore Beggiato 

Presidente onorario “Veneti nel mondo”

31 gennaio, ricordo della traslazione delle reliquie di San Marco, nostro patrono, a Venezia.

Si celebrava proprio in questa data l’arrivo a Venezia delle spoglie di San Marco avventurosamente trafugate da Alessandria d’Egitto.

L’evento più importante ricollegabile al Doge Giustiniano Partecipazio (827-829) fu la traslazione da Alessandria d’Egitto a Venezia della salma di San Marco, al quale già era stato predetto che avrebbe riposato in quelle terra durante il naufragio a Rialto mentre tornava a Roma da Aquileia per ordine di Pietro.

La vicenda del trafugamento è narrata nei dettagli da Martino Da Canal ne “Les estories de Venise”, il più antico testo letterario volgare veneziano, scritto però in francese, iniziato nel 1267 e interrotto nel 1275, che racconta la realtà politica della Venezia del tempo, con un chiaro intento celebrativo della grandezza della Serenissima Repubblica.

La storia di San Marco si intreccia con la storia di Venezia, che ne fa il proprio emblema sia religioso che civile.

Alvise Zorzi commenta: “era il compimento di un sogno che aveva un significato preciso: l’erede di Aquileia, sede patriarcale ma anche capitale della Venetia et Histria e, a più riprese di tutto l’Impero romano, è Venezia, e l’Evangelista è ormai Veneziano (Sanctus Marcus Venetus)”. E cosi Marco che era stato patrono di Alessandria, ora lo diventava di Venezia.

Fu stabilito fin da subito che ad ogni anniversario il Doge, con tutto il corteo che lo accompagnava abitualmente, avrebbe assistito ad una messa solenne.

Nell’antica Repubblica di Venezia, durante l’anno, quattro giorni erano dedicati a San Marco:

il 31 gennaio dies translationis corporis, ricordo della traslazione a Venezia delle reliquie;

il 25 aprile festa di San Marco Evangelista, ricorrenza del martirio;

il 25 giugno commemorazione dell’apparizione di San Marco, nel 1094, dogante Vitale Falier, nel luogo della Basilica in cui le reliquie del Santo erano state occultate;

l’8 ottobre, giorno dedicato alla commemorazione della consacrazione della chiesa di San Marco.

Il leone di San Marco rappresenta, oltre alla continuità tra la Serenissima Repubblica di Venezia e il Veneto di oggi, il legame dell’Evangelista San Marco con i veneti, la fede profonda, cattolica e universale, che è segno di appartenenza ed elemento fondante della nostra cultura, delle nostre virtù e dei valori dell’antica Repubblica.

Aldo Rozzi Marin, tratto dal libro San Marco il leone e l’evangelista edito da Associazione Veneti nel Mondo

El disionario online del “talian” fato e pensà dai zovani veneti-brasiliani del circolo dei “Veneti nel mondo” de Colombo

La setimana pasà xe sta presentà on gran bel laoro fato in Brasile e par la precision ne lo stato de Paranà a Colombo: el disionario  online del “talian” (veneto-brasilian) fato e pensà dai zovani veneti-brasiliani del circolo dei   “Veneti nel mondo” de Colombo.

http://www.ecodiunavalle.com

Tanto par capirse el Paranà el ze uno dei stati brasiliani, con el Rio Grande do Sul e Santa Catarina, dove che al dì de ancò ghe xe ancora milioni che parla el talian (o veneto-brasilian); el xe on stato de pì de diese milioni de abitanti e el ga na economia asè svilupà; Colombo la xe na sità de oltre dosento mia abitanti a na ventina de chilometri da la capital Curitiba. 

Durante la presentasion on line ga parlà el presidente de la “Veneti nel Mondo” Aldo Rozzi Marin, l’asesor a la cultura de la Region Veneto Cristiano Corazzari e Davide Guiotto de la Comision regional par la lengoa veneta che i xe sta tuti tanto contenti de sta be£a idea che gà dimostrà come la nostra lengoa la xe ancora tanto viva in Brasile. 

Da la parte brasiliana ghe xe sta l’intervento de Diego Gabardo, de Mara Fraceli Motin e de Krine Marielly Roche da Cunha de la Università Federale del Parana che tanto i ga laorà par sto disionario; xe interesante far capir a la nostra zente che in Brasile le Università le xe da la nostra parte … in Veneto le xe contrarie a tuti i laori a favor de la lengoa veneta … ragionemoghe sora … come ke diria Luca Zaia. 

El disionario el ga za drento zinquezento paroe in tre lengoe: il talian (veneto-brasilian), italiano grammaticale e portoghese, ma on pochetin a la volta i voe andar vanti e el se poe trovar so sto sito: //ecodiunavalle.com 

El laoro de i amizi de Colombo el ga vu na granda atension in tuto el mondo lenguistigo veneto, e Paulo Massolini, de Serafina Correa, el ga fato sta dichiarasion dopo aver sentio  le asociasion che se bate par el talian (ricordemose che tuto, o quasi, nase a Serafina Correa dove che el vento-brasilian se sta dichiarà lengoa oficiale del Munisipio ancora nel lujo del 1988,  el dotor Paulo Massolini el xe sta a la testa del movimento che ga portà el talian a esare riconosù dal governo federal del Brasil come patrimonio culturale el 10 novembre del 2014. 

Auguri per el vostro laoro. Semo in 12 componenti del COMITÊ NACIONAL GESTOR DO TALIAN. Semo atenti a tuto quel che sucede con la nostra léngua de imigrassion italiana ntel Brasil, el Talian o el Véneto Brasilian come qualcheduni lo ciamava ani indrio.

El TALIAN el ze stà ricognossesto come Língua de Referência Cultural Brasileira par el Governo Brasilian, par el Ministero dela Cultura (MinC) e par el Instituto do Patrimônio Histórico e Artístico Nacional (IPHAN), in 2014.

I nostri amici de Colombo, Paraná, i ze gente de tanto valor e semo d’acordo e laoremo con el medèsimo propòsito de mantegner viva la léngua original vegnesta dela Itàlia (VÉNETO), come questa dela mescolansa dei diversi dialeti Trivéneto/Lombardo/Portoghese (EL TALIAN ). Tuti noantri savemo che el TALIAN el ghen à ntela so formassion una grandìssima parte Véneta, tanto è vero che noantri lo gavemo ciamà ntei primi tempi de “Talian, o Vêneto Brasileiro”.

Col inventàrio cordinà par el IPHAN, che ga scoiesto la UNIVERSIDADE DE CAXIAS DO SUL par farlo, l´è vegnesto fora el ricognossimento dela léngua che lori i lo ga ciamà solche Talian, parché questo zera el nome belche doperà coletivamente par i so legìtimi detegnedori. O sia, el inventàrio el ga identificà e el ga firmà quelo che i detegnedori i doperea belche, i ghe ciamea ala so Léngua de Talian e cossita ze restà ofissialisà ntela certificassion in 2014 (MinC/IPHAN).

Ettore Beggiato sà de queste robe, parché el zera presente quando, in 1994, go organisà e cordinà el PRIMO INCONTRO DEI MESI DE COMUNICASSION VÉNETI IN BRASIL, qua in Serafina Corrêa e cola presensa de 220 persone. In quel incontro ze vegnestoa fora la proposta del Frate Rovílio Costa, che ze el nostro Patrono, de far una grafia ùnica tra noantri e voaltri del Véneto e gavemo spetà tanto tempo sensa ricever ritorno. Alora, gavemo fato la nostra strada, che la ga scominsià in 1989. Son securo de questo, parché no zera sol mi come Cordinador de questo seleto grupo de inteletuai e rissercadori, ma zera insieme anca el mio grando amico Frate Rovílio Costa, Darcy Loss Luzzatto, Júlio Posenato, Geraldo Peccin, Euclides Lazzarotto, Antonio Alberti, Honório Tonial, Sérgio Grando, tra altri de granda spression. Come go dito, Beggiato sà tuto questo.

In soma, par noantri, questi inteletuai, poeti, scritori, cantori e tuti quei che i lo parla e i lo insegna, i ze i veri detegnedori del TALIAN, ricognossesti par el IPHAN, la FIBRA, la ASSODITA e la FEIBEMO. Partanto, el TALIAN e el VÉNETO i ze insieme ntel Brasil, però ogni léngua rispetando la so caraterìstica. El Talian el ze na léngua cola so grafia belche sistematisada, fondamentada in sento ani de leteratura, con una sentenaia de òpere leteràrie e de scritori brasiliani, tuti detegnedori del Talian. La grafia del Talian la ga 33 ani de esistensa e maturità. La ze stampada ntela gramàtica Talian par Cei e Grandi (2021), ntei dissionàrii de Luzzatto (2015 e 2020) e, par la prima volta, la ze drio esser insegnada par dotori in Lengoìstica ntela Universidade Estadual do Centro-Oeste do Paraná, UNICENTRO.

A noantri interessa la essénsia dela léngua, che ze comunicarse e capirse, rispetando le difarense e el spàssio cultural che la léngua viva la adota in tute le so strade ntel mondo.

Auguri ala ASSOCIAZIONE VÉNETI NEL MONDO e al CÌRCOLO DI COLOMBO. Semo INSIEME.

Paulo Massolini Serafina Correa. 

Ancora do considerasion, la prima da parte mia par ricordarghe a l’amigo fraterno Paulo Massolini che comunque na grafia veneta unitaria la xe sta fata, ancora nel 1995, quando che jero asesor regionale; la seconda par registrar la grande sodisfasion de Aldo Rozzi Marin, Presidente de la “Veneti nel Mondo”, par sto gran laoro e par tuto queo che el ga meso in moto. 

E come che go inparà dai veneti-brasiliani, on strucon forte a tuti e… Viva San Marco! 

Ettore Beggiato 

Presidente onorario “Veneti nel mondo”

Il senso della vite, l’alta formazione dalle radici venete al futuro dei giovani veneti nel mondo

È giunto a conclusione il corso di formazione “Il senso della vite: l’economia circolare incontra la produzione vitivinicola e il turismo enogastronomico” ideato da Associazione Veneti nel Mondo, con sede a Camisano Vicentino (Vicenza), con la collaborazione dell’Associazione Imprenditori Veneti in Cile.

Un percorso di alta formazione di 150 ore, svoltesi online tra dicembre 2021 e gennaio 2022, sui temi dell’economia circolare, del turismo enogastronomico, della comunicazione e della sostenibilità con filo conduttore la vitivinicoltura e i grandi vini veneti. Protagonisti 10 giovani veneti e oriundi veneti, studenti e professionisti, residenti all’estero tra Argentina, Brasile e Ungheria.

“I ragazzi hanno avuto la possibilità di approfondire – afferma Aldo Rozzi Marin, Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo – numerosi argomenti legati alla storia economica della Repubblica di Venezia, all’economia circolare – con un focus specifico sul progetto di legge n. 63 “Nuovo sistema di economia circolare in Veneto” della Regione del Veneto -, ai temi dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, alla creazione di un’impresa dall’idea al business plan, allo sviluppo sostenibile e alla strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, alla produzione vitivinicola etica e sostenibile, al turismo in Veneto: sostenibile, responsabile, legato al vino e alla produzione vitivinicola, e agli strumenti per comunicare e fare marketing territoriale”.

Le lezioni sono state affidate a professionisti veneti esperti negli ambiti progettuali e a professori di alcune delle più importanti realtà universitarie italiane. Tra le altre, l’Università degli Studi di Padova, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la Libera Università di Bolzano.

Numerosi inoltre i casi di studio e le buone pratiche che hanno coinvolto importanti realtà venete locali e nel mondo, come ad esempio Ca’ Apollonio Heritage di Romano d’Ezzelino (VI), Fattoria sociale La Costa di Sarcedo (VI) e Quartomoro di Sardegna, quest’ultima realtà veneta partecipante al circolo sardo della Veneti nel Mondo. 

Tra i docenti sono stati coinvolti anche alcuni veneti residenti all’estero, collegati con i ragazzi da Belgio, Emirati Arabi Uniti, Irlanda, Università Nazionale del Litorale di Santa Fe (FADU-UNL), Argentina, e Malesia.

“Il corso che abbiamo ideato – affermano Anna Turcato, coordinatrice del progetto Il senso della vite e  Aldo Rozzi Marin, Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo – ha presentato il vino, prodotto di eccellenza del territorio veneto e vera espressione di una cultura legata al territorio, quale protagonista di un processo circolare innovativo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. Un percorso di studio che ha inoltre sottolineato gli aspetti storici della Repubblica di Venezia e le radici culturali dei ragazzi partecipanti”.

Il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Regione del Veneto, nell’ambito delle iniziative ad ampio raggio promosse a favore delle comunità venete nel mondo promosse dall’Assessore alla cultura e ai veneti nel mondo Cristiano Corazzari, e della società SERIT srl di Verona, capofila del progetto di economia circolare Il senso della vite, di ispirazione per il progetto formativo stesso. “Un’esperienza unica di alta formazione su tematiche innovative per trasformare  la vitivinicoltura – sottolinea Massimo Mariotti, Presidente SERIT srl –  in un’industria a 360 gradi che coinvolge l’area enogastronomica, ma si espande alla medicina, alla cura della persona, alla produzione di energia. Nel corso del progetto Il senso della vite abbiamo applicato l’economia circolare al sistema vitivinicolo. Le vinacce si trasformano in prodotti per la cura della persona (antiossidanti e antibatterici), per la salute della pelle e per trattamenti estetici, per il benessere e per la vinoterapia. Un altro prodotto di scarto, le fecce, rinascono con un vero percorso di economia circolare: utilizzate per la produzione di etanolo e acido tartarico; possiedono diverse proprietà legate alla salute: antinfiammatorie, antitumorali, benefiche nella prevenzione di malattie cardiovascolari e nella digestione degli zuccheri; utilizzate per la produzione di biogas e metano divengono una risorsa innovativa per la produzione e lo sfruttamento di energia”. 

“Un corso di livello universitario. Ogni presentazione di livello eccellente. – affermano gli alunni – Un’esperienza che non dimenticheremo mai”. Ed era questo l’obiettivo principale de Il senso della vite, formare nuovi professionisti veneti nel mondo dando loro nuovi strumenti e rafforzando, contestualmente, le loro radici venete.