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7 giugno 2016|non in elenco|

Consulta e Meeting dei Giovani Veneti (Padova, 4/6 ottobre 2018)

Si sono conclusi sabato nel primo pomeriggio i lavori della Consulta dei Veneti nel Mondo e del Coordinamento dei Giovani Veneti e Giovani Oriundi Veneti 2018.

Ecco qui la rassegna stampa:

 

GALLERIA IMMAGINI http://www.globalven.org/gallery.aspx?g=14

Documenti finali “Consulta dei Veneti nel Mondo” e “Meeting di Coordinamento dei Giovani Veneti e Giovani Oriundi Veneti” 2018: http://www.globalven.org/news.aspx?ID=406 

8 ottobre 2018|> metti in Home Page, Aldo Rozzi Marin, Attualità|

Iniziato il viaggio della Veneti nel Mondo sulla rotta di Pigafetta

Si è tenuta giovedì 20 settembre c.a., all’interno delle attività della 20° edizione della Festa della Transumanza a Bressanvido, l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata ai Veneti in Cile, al progetto di biodiversità “Capo Horn” e all’eroe Italo cileno della grande guerra Arturo Dell’Oro.  La storia dell’emigrazione veneta ed italiana in Cile sarà protagonista assieme alla biodiversità culturale e naturale dell’estremo sud del Continente Americano nella Regione di Magellano e dell’Antartide Cilena come testimonia il Parco Etnobotanico Omora (Cape Horn Biosphere Reserve – UNESCO 2005) a Bressanvido sino a domenica 7 ottobre p.v.

Ad un anno dal Cinquecentesimo anniversario del primo viaggio attorno al mondo l’evento inaugurale ha visto la partecipazione di numerose autorità. Tra queste un ringraziamento particolare al Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti, all’Assessore ai Flussi Migratori Manuela Lanzarin ed al Consigliere regionale Luciano Sandonà. Presenti anche alcuni Consoli Onorari appartenenti al Corpo Consolare di Venezia e del Veneto, Oscar De Bona Presidente Associazione Bellunesi nel Mondo, Alberto Medda Costella Presidente del circolo Veneti nel Mondo – Sardegna e Giuliano Gaiola Presidente del circolo Veneti nel Mondo – Repubblica Dominicana, Stefano Soprana Presidente dell’Associazione Pigafetta 500 e molti altri amici veneti e cileni.

Non solo Pigafetta. A condividere le realtà di Cile ed Italia anche Arturo Dell’Oro, pilota italo cileno nominato cittadino onorario di Belluno nel 1924, che il 1º settembre 1917 nei cieli di Belluno, per conseguire l’abbattimento di un Hansa-Brandenburg C.I austriaco, non esitò a gettarsi con il proprio velivolo contro quello nemico dopo che la mitragliatrice gli si era inceppata, sacrificando la sua vita. Il momento conclusivo della serata ha visto la videoproiezione del filmato inedito Arturo Dell’Oro storia di un eroe, a lui dedicato.

Il progetto “Sulla rotta di Pigafetta”, prima tappa delle attività in programma dedicate al cinquecentesimo anniversario della prima circumnavigazione terrestre, è realizzato dall’Associazione Veneti nel Mondo con il contributo della Regione del Veneto ed il patrocinio del Comune di Bressanvido, del Consolato Onorario del Cile in Vicenza, dell’Ufficio Difesa Militare dell’Ambasciata del Cile a Roma, del Centro Pigafetta, del Comitato delle Associazioni Venete in Cile e della Fondazione Omora.

La storia dell’Emigrazione Veneta entra in classe

A seguito della conferenza stampa con l’Assessore ai Flussi Migratori Manuela Lanzarin, l’Assessore all’istruzione Elena Donazzan e l’ufficio scolastico regionale, i Presidenti delle Associazioni Venete di Emigrazione hanno firmato ieri 25 settembre il Protocollo d’Intesa per l’insegnamento nelle scuole della storia dell’emigrazione veneta.

Dal comunicato stampa N° 1416 del 25/09/2018 – (AVN) Venezia, 25 settembre 2018:

 

SCUOLA: LA STORIA DELL’EMIGRAZIONE VENETA ENTRA IN CLASSE, FIRMATA INTESA TRA REGIONE, UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE E ASSOCIAZIONI DEI VENETI NEL MONDO

La storia dei 5 milioni di veneti emigrati nel mondo dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra diventerà materia di approfondimento nelle scuole del Veneto di ogni ordine e grado, inserita nei programmi scolastici e riconosciuta con crediti formativi. E’ quanto prevede il protocollo siglato oggi a palazzo Balbi tra la Giunta regionale del Veneto, rappresentata da Elena Donazzan e Manuela Lanzarin, rispettivamente assessore alla scuola e ai flussi migratori, l’Ufficio scolastico regionale, rappresentato dalla dirigente Francesca Altinier, e i presidenti del coordinamento e delle associazioni dei veneti nel mondo.
Le associazioni dei Veneti nel mondo, Unione dei Triveneti nel mondo, Emigrati ed ex Emigrati in Australia e Americhe (Anei), Bellunesi, Trevisani, Vicentini e Veronesi nel mondo metteranno a disposizione competenze ed esperti per percorsi formativi ed iniziative didattiche rivolte ad insegnanti e studenti che aiuteranno a capire il fenomeno migratorio che ha interessato l’Italia e il Veneto tra Otto e Novecento.
Le modalità attuative dell’insegnamento della storia dell’emigrazione veneta saranno definite dall’apposita commissione di coordinamento tra Regione Veneto, Ufficio scolastico regionale e i rappresentanti delle Associazioni dei veneti nel mondo.
“Pochi sanno che 25 milioni di italiani, tra cui quasi 5 milioni di veneti, hanno lasciato il loro paese dopo l’Unità d’Italia per cercare lavoro e fortuna in terre lontane e che attualmente ci sono nei diversi continenti 147 circoli composti dai discendenti dei veneti – hanno ricordato Elena Donazzan e Manuela Lanzarin – E’ una pagina di storia troppo a lungo dimenticata o ignorata, da conoscere nei suoi particolari per comprendere la nostra contemporaneità, cioè cause e ricadute, analogie e differenze con altri flussi migratori”.
Grazie all’accordo con l’Ufficio scolastico regionale, le associazioni dei veneti nel mondo possono ora strutturare un percorso formativo, affidato all’autonomia delle singole scuole, che attraverso la testimonianza dei diretti protagonisti e approfondimenti di tipo storico, letterario, geografico e artistico offrirà proposte formative per i docenti e proporrà moduli didattici ai ragazzi della scuola dell’obbligo e delle superiori.
“Far conoscere ai ragazzi di oggi le sofferenze, le difficoltà e i successi degli emigranti – commentano Aldo Rozzi Marin, presidente dell’Associazione dei veneti nel mondo e Guido Campagnolo, presidente dell’Unione dei Triveneti nel mondo e della Trevisani nel mondo – significa anche saldare un debito di gratitudine con quanti, con la loro scelta di emigrazione, hanno contribuito allo sviluppo del Veneto e delle nostre comunità. Parlare di chi è partito nei decenni scorsi significa, inoltre, creare una cultura di sensibilità e di attenzione verso paesi lontani, con i quali il Veneto continua a mantenere vive relazioni e interessi, nonchè verso i nuovi flussi migratori”.
“Il Veneto è la prima regione ad aver intrapreso un percorso educativo di questo tipo – evidenzia Oscar De Bona, ex assessore regionale, ex presidente della Provincia di Belluno e ora presidente dell’associazione Bellunesi nel mondo – che aiuta non solo a riscoprire un passato poco noto, ma anche a capire la mobilità di oggi e a porre le premesse per il possibile rientro di ‘cervelli’ e talenti espatriati. Per esempio, l’associazione dei Bellunesi nel mondo ha avviato, d’intesa con Confindustria, la banca dati dei profili dei giovani che sono emigrati in questi anni al fine di agevolarne il possibile rientro”.
“Noi mettiamo a disposizione le nostre testimonianze e le nostre esperienze – testimoniano Enrico Pauletto, presidente dell’Anei, nato in Australia e nipote di un veneto emigrato in Brasile, e Marco Appoggi della Vicentini del mondo – e là dove siamo già intervenuti siamo sempre riusciti a coinvolgere l’interesse dei ragazzi di oggi, veneti e immigrati, verso la realtà della migrazione, il suo significato e i suoi valori, la capacità dei nostri avi di coniugare identità e integrazione nel rispetto di norme e consuetudini della comunità ospitante”.

20 settembre 2018: Inaugurazione mostra “Sulla rotta di Pigafetta”

Associazione Veneti nel Mondo, il Comune di Bressanvido e il Consolato Onorario del Cile in Vicenza sono lieti di invitarVi alla mostra “Sulla rotta di Pigafetta”.

 

L’evento inaugurale si terrà il giorno Giovedì 20 SETTEMBRE 2018 – ORE 20.30 presso Villa Pagiusco a Bressanvido (Vicenza).

 

Con questa mostra si da inizio alle attività per ricordare i 500 anni della circumnavigazione del mondo di Magellano, viaggio descritto dal vicentino Antonio Pigafetta.

Nel corso della serata sarà presentato il video inedito “Arturo Dell’Oro storia di un eroe”

La mostra è organizzata dall’Associazione Veneti nel Mondo con il contributo della Regione del Veneto, ed il patrocinio del Comune di Bressanvido, del Consolato Onorario del Cile in Vicenza, dell’evento Transumanza di Bressanvido, del Parco Etnobotanico Omora, del Centro Bioculturale Pigafetta e del Comitato delle Associazioni Venete in Cile.

“Perdiamo un leone della musica”

“Ci lascia un grande della musica. Un ambasciatore di cultura che ha portato in giro per il mondo le opere dei massimi compositori, e di Vivaldi in particolare.

Citando il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia “PERDIAMO UN LEONE DELLA MUSICA, AMBASCIATORE INSUPERABILE DELLA CULTURA VENETA NEL MONDO”

Quando ero bambino sotto le Ande cilene, la radio di musica classica trasmetteva spesso i brani eseguiti dai Solisti Veneti, fondati e diretti dal maestro Claudio Scimone.

E’ viva in me l’emozione del momento in cui l’ho avvicinato, qualche anno fa, dopo un concerto nella splendida Villa Contarini di Piazzola sul Brenta.

“ Io ho cominciato a suonare qui alla luce delle candele che …. “ mi ha confidato con il sorriso luminoso di chi conserva intatta la meraviglia dell’incontro con la Bellezza intramontabile. La tradizione culturale che il maestro Claudio Scimone ha arricchito con la sua lunga e preziosa attività è patrimonio comune che tutti siamo chiamati a preservare e coltivare.”

 

Amalia Pavanel, Presidente Associazione Veneti nel Mondo Perù, premiata Eccellenza Veneta 2018 – 10° Giornata dei Veneti nel Mondo

Si è tenuta domenica 29 luglio 2018 la decima edizione della Giornata dei Veneti nel Mondo. Evento svoltosi alla presenza del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, dell’Assessore regionale ai flussi migratori Emanuela Lanzarin, di decine e decine di sindaci veneti, e di svariate centinai di emigrati veneti in rappresentanza delle organizzazioni provenienti dai cinque Continenti.

A rappresentare l’Associazione Veneti nel Mondo erano presenti: il Presidente Aldo Rozzi Marin, il Presidente Giuliano Gaiola ed il segretario del circolo Associazione Veneti nel Mondo Repubblica Dominicana, Davide Guiotto ed Anna Turcato oltre ad una delegazione di veneto-peruviani capeggiati dalla Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo Perù che ha ricevuto in questa occasione l’importante riconoscimento di Eccellenza Veneta 2018.

La giornata è iniziata con la sfilata dei labari delle Istituzioni venete e delle decine di organizzazioni di Veneti nel Mondo, è proseguita con la messa celebrata all’aperto e con la premiazione di tre  emigranti ed esponenti del mondo associativo dei veneti nel mondo che si sono particolarmente distinti per storia, sacrifici, realizzazioni. I tre premiati, su proposta delle Associazioni venete e dei Comitati e Federazioni di veneti nel mondo, sono stati: Piergiorgio Boschiero, nato a Fara Vicentino, per il suo impegno nell’associazionismo in Uruguay, Amalia Pavanel, nata in Francia da genitori di origine veneta, imprenditrice di successo e presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo Peru, e Odino Soligo, nato a Trevignano, imprenditore di successo e impegnato nell’associazionismo in Canada. Zaia ha anche visitato la mostra d’arte sulle donna e l’emigrazione allestita per l’occasione nella chiesetta all’esterno della quale si è tenuta la cerimonia religiosa.

”Oggi rendiamo omaggio con orgoglio e riconoscenza – ha detto Zaia in un breve indirizzo di saluto ai presenti – a dei grandi veneti, che sono partiti dalle loro terre in un momento storico di povertà e sofferenze e hanno portato letteralmente in ogni angolo del mondo la loro onestà, la laboriosità, la voglia di contribuire alle crescita dei Paesi che li ospitavano, ed è per questo che ancora oggi le comunità venete sono amate e apprezzate ovunque. E’ il Modello Veneto dell’emigrazione – ha aggiunto – che andrebbe preso ad esempio dai flussi migratori di oggi – perché i nostri emigrati partivano non per riempire le galere o bighellonare per le strade, ma per realizzare un progetto di vita, portare lavoro, conoscenze, capacità di sacrificio, con l’unico comun denominatore del rispetto di leggi, usi e costumi delle terre che li ospitavano”.

“La Giornata dei veneti nel mondo – per l’Assessore Lanzarin – è stata istituita per onorare e ricordare la grande epopea dell’emigrazione veneta che ha costituito un momento rilevante nella storia di questa regione, che tra Otto e Novecento ha visto spopolarsi interi paesi e ha pagato un prezzo alto in termini di sacrifici e di vite; ma, nel contempo ha visto anche l’orgoglioso riscatto e il successo dei tanti veneti che hanno trapiantato nei quattro continenti cultura, valori, laboriosità e talenti. Il contributo dell’emigrazione veneta allo sviluppo delle Comunità dell’America del Nord, latino-americane, australiane e del Nord-Europa è riconosciuto da tutti e onora la nostra Regione”.

Indizione del “Premio tesi di laurea sulle tematiche dell’emigrazione veneta”

La Legge Regionale n. 8/2008, all’art. 2, prevede la promozione di iniziative, anche di carattere internazionale, per mantenere viva la memoria della Grande Migrazione Veneta, in collaborazione con enti pubblici, istituti di istruzione e formazione, università, istituti ed enti culturali e associazioni di Veneti nel Mondo.

Con DGR n. 582 del 30 aprile 2018, è stato approvato l’Avviso di partecipazione al “Premio tesi di laurea sulle tematiche dell’emigrazione veneta” riservato a laureati che abbiano discusso una tesi nell’anno accademico 2017/2018, o nei due anni accademici precedenti (2015/2016 e 2016/2017), in materia di emigrazione veneta, nonché a laureandi che abbiano presentato nell’anno 2018 una tesi sulla tematica indicata, presso le Università del Veneto.
Con decreto direttoriale n. 42 del 9 maggio 2018 è stata approvata la seguente modulistica per la presentazione della domanda di partecipazione, che dovrà pervenire, con i relativi allegati, secondo le modalità previste nell’Avviso, all’Unità Organizzativa Flussi Migratori entro e non oltre il 15 novembre 2018:

Per maggiori informazioni:  http://www.regione.veneto.it/web/veneti-nel-mondo/dettaglio-news?_spp_detailId=3201474

10° Giornata dei Veneti nel mondo – Domenica 29 luglio 2018

Si terrà domenica 29 luglio 2018 presso Pian del Cansiglio – Località S. Osvaldo la 10° Giornata dei Veneti nel Mondo in concomitanza con le celebrazioni della 26° Manifestazione Internazionale Cansiglio Day. La Giornata dei Veneti nel Mondo è stata istituita con la Legge Regionale n. 8/2008 che all’articolo 2 prevede “la promozione di iniziative, anche di carattere internazionale, per mantenere viva la memoria della Grande Migrazione Veneta, in collaborazione con enti pubblici, istituti di istruzione e formazione, università, istituti ed enti culturali e associazioni di Veneti nel Mondo”.

«Ci ritroviamo anche quest’anno a questo importante appuntamento che ci vede celebrare la Giornata dei Veneti nel Mondo arrivata alla decima edizione. Si tratta di un evento importante per tutti noi, giovani ed anziani, perché per gli uni ricorda una grande epopea della nostra storia, un periodo del nostro passato caratterizzato da povertà e dolore, e per gli altri fa conoscere un passato portatore di valori che si stanno via via affievolendo. Il periodo della grande emigrazione è stato, come detto, un periodo di grande povertà, ma, al contempo, ha rappresentato e rappresenta tuttora un momento di grande riscatto per noi veneti: nel mondo, ovunque siamo andati, ci siamo fatti onore con il nostro lavoro, con la nostra forza d’animo, con la nostra intraprendenza, arrivando a raggiungere in molti casi risultati notevoli sotto il profilo sociale ed economico». Sono le parole di saluto di Manuela Lanzarin, assessore regionale, con delega ai Flussi migratori, per la X edizione della Giornata dei Veneti nel Mondo organizzata dall’Associazione Internazionale Trevisani nel Mondo.

Invitiamo gli associati ed i simpatizzanti dell’Associazione Veneti nel Mondo a prendere parte a questo importante momento conviviale che si svolgerà come da programma allegato.

Giornata Veneti nel Mondo_CansiglioDay_pieghevole 2018

Giornata Veneti nel Mondo CansiglioDay_manifesto_201818

 

Il programma

Ore 10:30 Raggruppamento presso la tensostruttura in località S. Osvaldo

Ore 10:45 Sfilata di benvenuto con gonfaloni, autorità e partecipanti, preceduta dalla Fanfara Alpina Conegliano

Ore 11:00 Santa Messa all’aperto celebrata dall’arcivescovo Alberto Bottari de Castello e concelebrata da sacerdoti associativi e missionari (Don Canuto Toso, Don Giacomo Ferrighetto e Don Angelo Arman), animata musicalmente dai canti del Gruppo Corale “Agogica” diretto dal soprano Elisabetta Battaglia

Ore 12:00 Saluti delle autorità presenti

Ore 12:30 Consegna onorificenze “Premio Eccellenze Venete”

Ore 13:00 Pranzo comunitario nella tensostruttura

Ore 15:30 Esibizione Coro “Agogica” con canti tipici dell’emigrazione veneta

Per tutta la manifestazione sarà visitabile presso la Chiesetta di S. Osvaldo la mostra di pittura

“La donna nell’emigrazione veneta”

L’EVENTO SI SVOLGERA’ ANCHE IN CASO DI MALTEMPO

Per maggiori informazioni e prenotazioni: Associazione Internazionale Trevisani nel Mondo, tel. 0422 579428 – info@trevisaninelmondo.it

Benefici per la frequenza di master universitari per giovani oriundi veneti residenti all’estero

Per rispondere alle esigenze di formazione universitaria e più in generale alle istanze culturali provenienti dalle comunità venete all’estero, in particolar modo dei giovani oriundi, la Regione Veneto contribuisce alla formazione specialistica di livello universitario dei giovani oriundi veneti residenti all’estero concedendo ogni anno, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, alcuni benefici per la frequenza di master presso le Università del Veneto.

I termini e le modalità di presentazione delle domande di beneficio, in applicazione del Programma 2018 degli interventi a favore dei Veneti nel Mondo, sono stati stabiliti con Decreto Direttoriale n. 58 del 27 giugno 2018, in particolare all’Allegato A.

Con il medesimo decreto direttoriale è stata altresì approvata la modulistica per la richiesta dei benefici che deve pervenire, unitamente alla documentazione indicata, all’Unità Organizzativa Flussi Migratori entro la scadenza del 31 agosto 2018:

Per tutte le informazioni: https://www.regione.veneto.it/web/veneti-nel-mondo/borse-di-studio

Amalia Pavanel, Presidente del Circolo Veneti nel Mondo Perù, premiata “Eccellenza Italiana 2018”

L’Associazione Veneti nel Mondo è lieta di annunciare che Amalia Pavanel, Presidente del Circolo Veneti nel Mondo Perù, ha ricevuto la scorsa settimana l’importante riconoscimento di “Eccellenza Italiana 2018” da parte del COMITES, il Comitato degli Italiani all’Estero del Perù.

Il premio ricevuto è la conferma del costante impegno e contributo a favore della comunità e della cultura Veneta ed Italiana in Perù che Amalia Pavanel ha prestato e presta per mantenere salde le radici, vivendo appieno il moto dell’Associazione: “Le radici profonde non gelano”.

Il Premio Eccellenza Italiana riconosce gli italiani che nel corso della loro carriera hanno saputo eccellere in diverse aree della realtà peruviana mantenendo e promuovendo legami di collaborazione e amicizia tra italiani e peruviani.

La cerimonia si è tenuta lo scorso 14 giugno presso l’ Istituto Italiano di Cultura di Lima con la presenza di S.E Mauro Marsili, Ambasciatore d’ Italia in Perù oltre a numerosi rappresentanti di associazioni italiane ed altre autorità italiane e peruviane.

Ancora complimenti ad Amalia!

 

La Veneti nel Mondo allarga i suoi orizzonti: nuovo circolo in Repubblica Dominicana

È stato fondato in questi giorni il nuovo circolo dell’Associazione Veneti nel Mondo – Repubblica Dominicana a Santo Domingo, il primo nel paese.

Abbiamo incontrato ieri (7 giugno 2018), nella sede dell’Associazione Veneti nel Mondo di Camisano Vicentino, il Presidente del nuovo circolo, Giuliano Gaiola, che ci ha presentato le prime attività in programma. Vi anticipiamo che l’associazione ha sede all’interno del prestigioso palazzo della Fundación AMERICA Cristoforo Colombo – Amerigo Vespucci di cui Pierantonio Aloini, membro del direttivo del nuovo circolo, è Presidente.

A breve maggiori informazioni!

 

In foto, da sinistra: Pierantonio Aloini, Giuliano Gaiola e Davide Vianello.

Per i Veneti in Repubblica Dominicana: veneti.rd@gmail.com

La Veneti nel Mondo festeggia il 25 aprile con i Veneti del Cile

Il Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo, Aldo Rozzi Marin, ha fatto visita negli scorsi giorni alla comunità veneta in Cile per festeggiare la festa di San Marco.

Numerosi gli eventi correlati alla visita alla comunità veneta, all’Associazione Veneta del Cile e all’Associazione Imprenditori Veneti del Cile dirette dai relativi presidenti, Jorge Andrighetti ed Italo Cantele. Primo fra tutti, il 25 aprile, Festa di San Marco, il momento ufficiale di consegna del Gonfalone della decima edizione del Cammino “Da San Marco a San Marco” (evento organizzato dall’Associazione San Marco Evangelista in collaborazione con altri enti ed associazioni locali, tra le quali la VNM) al Presidente dell’Associazione Veneta del Cile, Jorge Andrighetti, che lo consegnerà alle autorità della Regione di Magellano e dell’Antartide Cilena. Lo stesso giorno un collegamento tra Aldo Rozzi Marin, direttamente dal Cile, con la comunità veneta australiana del Veneto Club di Melbourne, che ha da poco festeggiato i cinquanta anni di attività, per la presentazione del suo nuovo libro “San Marco il leone e l’evangelista” (per informazioni: segreteria@venetinelmondo.org).  Il collegamento è stato organizzato grazie al Consultore Fabio Sandonà.

Gli incontri non sono stati solamente culturali. Il viaggio, a cui hanno partecipato imprenditori veneti legati al settore della logistica,  è stato caratterizzato anche dall’incontro con alcuni imprenditori veneti operanti in Cile, rimarcando così la linea di intervento dedicata agli aspetti imprenditoriali ed ai talenti veneti nel mondo promossa dal portale GlobalVen (www.globalven.org).

La delegazione ha inoltre incontrato, per un breve saluto, Don Giuseppe Tommasi, Direttore di Presenza, il quindicinale della Comunità Italiana del Cile, punto di riferimento dell’associazionismo locale. La sua storia, tre le tante, può essere letta all’interno del sito dedicato alle biografie dei Veneti del Pacifico (http://www.venetidelpacifico.org/famiglie-venete-in-cile/don-giuseppe-tommasi/). Con riferimento alla nuova realtà digitale “Veneti del Pacifico”, Andrighetti invita i giovani veneti a partecipare inviando le proprie storie all’indirizzo e-mail cbcpigafetta@venetinelmondo.org.  

In conclusione, un gruppo di imprenditori veneti, guidati dal Presidente della Veneti nel Mondo, ha fatto visita al monumento dedicato ad Antonio Pigafetta, navigatore e geografo nato a Vicenza, che quasi 500 anni fa (1519/1522) fu protagonista con Magellano del “Primo Viaggio attorno al Mondo”, che si trova a Santiago, la capitale del Cile.

Il 22 marzo 1848 rinasce la Repubblica di San Marco!

“Noi siamo liberi e possiamo doppiamente gloriarci di esserlo poiché lo siamo senza aver versato goccia né del nostro sangue, né di quello dei nostri fratelli… Viva la Repubblica! Viva la libertà! Viva San Marco!”

Daniele Manin


Manin alla presenza del popolo proclama la “Repubblica di San Marco”

Forse non tutti sanno che la Repubblica Veneta, dopo esser caduta nel 1797 per mano di Napoleone Bonaparte (“sarò un Attila per Venezia”), rinacque una seconda volta: era il 22 marzo 1848.

Come cita Wikipedia, “la Repubblica di San Marco fu uno Stato costituito a Venezia il 22 marzo del 1848 a seguito dell’insurrezione della città, che aveva avuto inizio il 17 marzo dello stesso anno, contro il governo austriaco. Ideatore della rivolta e figura chiave della Repubblica fu l’avvocato veneziano di origine ebraica Daniele Manin”.

Daniele Manin (1804-1857) avvocato e rivoluzionario

Assunse su di sé la responsabilità della guida della neonata Repubblica di San Marco, il 22 marzo 1848, e con un manipolo di altri intellettuali resse le difficilissime redini di un governo provvisorio e tenne testa a un impero, quello asburgico, con un esercito fatto di volontari veneziani e veneti, di dalmati, svizzeri, soldati pontifici e napoletani. Diciassette mesi che gli sconvolsero per sempre l’esistenza. Eppure Daniele Manin, nella sua vita, avrebbe probabilmente voluto solo fare l’avvocato e occuparsi dei suoi studi umanistici e di trattati legali.

Talento precocissimo, si iscrisse quattordicenne alla facoltà di Giurisprudenza a Padova e in tre anni, nel 1821, conseguì la laurea in legge, dovendo poi attendere l’età adeguata per avere l’abilitazione a esercitare la professione. Nell’attesa, non si perse certo d’animo: formatosi coi classici della letteratura e della filosofia nella vasta biblioteca della casa paterna in campo Sant’Agostin (dove era nato il 13 maggio 1804) Manin conosceva – oltre all’italiano – il francese, il tedesco, l’inglese, l’ebraico, il greco e il latino. La famiglia – lui era il terzogenito di Pietro Antonio e Anna Maria Bellotto – era di origine ebraica: il cognome originario, Fonseca (sebbene alcuni storici ritengano che fosse invece Medina) fu mutato in Manin in seguito a una conversione avvenuta al tempo dell’ultimo doge della Serenissima.

Viva San Marco, Viva la Repubblica

Ancora oggi in piazza San Marco, sul colonnato delle Procuratie Nuove, si possono scorgere le scritte originali relative ai moti rivoluzionari del 1848: “Viva San Marco, Viva la Repubblica”.

Com’era d’uso al tempo, i convertiti presero il nome del principe (sotto l’egida del loro padrino, in questo caso proprio un fratello del doge Ludovico Manin), ed è curioso che la “vergogna” maturata da un Manin con la capitolazione dello stato veneziano nel 1797 sia stata in qualche modo riscattata da una persona con lo stesso cognome, derivato direttamente dal primo. Grazie alle sue pubblicazioni, a diciannove anni fu eletto socio corrispondente dell’Ateneo Veneto, “pensatorio” cittadino che rivestì un ruolo determinante nella preparazione ai Moti Risorgimentali. Nel 1824 sposò Teresa Perissinotti, di famiglia aristocratica, che gli diede la figlia Emilia e il figlio Giorgio: quest’ultimo, dopo aver combattuto – sedicenne – nel 1848, partecipò alla spedizione dei Mille e fu ferito a Calatafimi. Rinchiuso il 18 gennaio 1848 con Niccolò Tommaseo nelle Prigioni Nuove divenute carcere politico, Daniele Manin fu liberato a furor di popolo il 17 marzo successivo, per proclamare la rinata Repubblica (ovviamente nella sua versione moderna) cinque giorni dopo: “Noi siamo liberi e possiamo doppiamente gloriarci di esserlo – disse quel giorno in Piazza San Marco – poiché lo siamo senza aver versato goccia né del nostro sangue, né di quello dei nostri fratelli… Viva la repubblica! Viva la libertà! Viva san Marco!”.

Eletto presidente, durante il lungo assedio diede prova d’intelligenza, coraggio e fermezza, anche dopo la decisione del 2 aprile 1849 di resistere “ad ogni costo” con l’assunzione per lui di “poteri illimitati”. Le cose non andarono come molti veneziani avevano sperato: costretto all’esilio dal ritorno degli austriaci, Manin visse a Parigi dando lezioni di lingua italiana, perdendo quasi subito la moglie Teresa e dì lì a poco la figlia, gravemente malata di epilessia.

Non rinunciò però al suo sogno di uno stato italiano: nel corso del 1852 incontrò il conte di Cavour, al quale lasciò intendere di poter abdicare alla sua posizione repubblicana in cambio di un impegno più marcato dei Savoia nella causa dell’Unità e dell’indipendenza italiana. Nel contempo si dissociò apertamente dalla “teoria del pugnale” mazziniana, ovvero la dottrina dell’assassinio politico, e prese le distanze anche dal federalismo antiunitario. Morì a Parigi il 22 settembre 1857, e le sue spoglie tornarono a Venezia – con quelle di moglie e figlia – il 22 marzo 1868. Dapprima il sarcofago fu ospitato tra le volte di San Marco; ma di fronte alle rimostranze degli ambienti clericali e dell’Accademia di belle arti, la giunta comunale fece costruire un mausoleo sul lato settentrionale della basilica, dove nel 1913 fu sepolto anche Giorgio.

di Alberto Toso Fei
fonte: il Gazzettino del 19/03/2018

28 marzo 2018|> metti in Home Page, Autori, Davide Guiotto, Storia|

Torna a rivivere la splendida Bandiera Contarina

Il vessillo sventolava sulla galea di Domenico II Contarini (1585-1675) centesimoquarto Doge della Repubblica Marciana dal 1659 al 1675, il quale riposa nella tomba di famiglia, a Venezia, nella chiesa di San Beneto (San Benedetto da Norcia)

È stata presentata in Consiglio regionale la “Bandiera Contarina“, riproduzione del vessillo marciano del Doge Domenico II Contarini, il cui originale è esposto nella sala delle bandiere nel Museo Correr a Venezia.

L’evento è stato introdotto dal Presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, dall’assessore alla Cultura e Identità Veneta, Cristiano Corazzari, e dai consiglieri regionali Luciano Sandonà e Alessandro Montagnoli. «Nelle rievocazioni storiche in Veneto vediamo vessilli improbabili o ricostruzioni disparate della bandiera marciana», ha spiegato Palmerino Zoccatelli, presidente del comitato “Veneto indipendente”, promotore dell’iniziativa. «Rifacendoci invece alla bandiera storica di Domenico Contarini abbiamo voluto mettere a disposizione di tutti gli appassionati un vessillo autentico, particolarissimo per altro nella foggia e nell’apparato iconografico particolarmente ricco. È il più bel vessillo veneziano giunto fino a noi».

La bandiera “Contarina” è ricca di elementi e si distingue in maniera netta dalla bandiera tradizionale nota ai più, riportando chiari richiami alla mitologia veneziana, sin dalla citazione dell’arcangelo Gabriele e l’Annunciazione, i legami alla pietà popolare e alla fede religiosa della Serenissima, con le effigi dei Santi Domenico e Francesco, quest’ultimo tra i protettori della città lagunare, Sant’Antonio da Padova e l’evangelista Marco, nonché la Madonna del Rosario. La bandiera è accompagnata da un opuscolo che ne spiega la storia e fornisce chiavi di lettura e interpretazione della simbologia voluta dal Contarini. Il primo ad avere l’idea di riprodurre il vessillo dogale è stato Albano Tassani e la sua ricostruzione «ha richiesto anni di lavoro e uno studio approfondito con Olivierio Murro che ha provveduto a integrare e migliorare la parti lacunose del gonfalone originale».

Il disegnatore Oliviero Murru ha provveduto ad integrare e migliorare le parti lacunose del gonfalone o quelle divenute difficilmente leggibili a causa dell’usura del tessuto, ripristinando l’originario splendore dei colori, alterati o ossidati dal tempo (si pensi, a puro titolo di esempio, alla bianca Colomba dello Spirito Santo imbrunitasi fino a diventare nera nel drappo originale).

Il gonfalone originale, di recente restaurato, è attualmente conservato ed esposto al Civico Museo Correr di Venezia, dove abbraccia un’intera parete. In seta rossa, il drappo misura m. 6,50 in lunghezza; m. 3,20 in altezza; mentre ciascuna delle sei code è lunga m. 2,50.

Ecco di seguito un breve estratto dall’opuscolo che accompagna il progetto di rifacimento della “Bandiera Contarina” (leggibile integralmente in fondo alla pagina):

Il Leone marciano effigiato nel gonfalone Contarini è destrogiro, ovvero è rivolto a destra, in direzione del pennone navale o dell’asta che sorreggeva la bandiera (come più frequentemente avveniva) e col muso girato verso l’osservatore. Tre quarti dei Leoni marciani andanti muovono solitamente verso sinistra, sono cioè sinistrogiri. Perciò questo Leone andante o passante, costituisce anche in questo una rarità. La fiera presenta la coda ritta a forma di S, dunque come il Leone in maestà, a sottolineare la sacralità dell’emblema e la personificazione in esso della Serenissima Repubblica. Il Leone simboleggia infatti l’Evangelista San Marco e intende con ciò indicare che il vero capo dello Stato Veneto è San Marco, del quale e del Cristo, il Doge è soltanto il rappresentante terreno. Si ribadisce così la concezione classico-cristiana della derivazione da Dio della Regalità e di ogni legittima Autorità: “Non est potestas, nisi a Deo; quae autem sunt, a Deo ordinatae sunt”, “Non v’è autorità (legittima) se non da Dio; e quelle che esistono, sono stabilite da Dio” (San Paolo, Lettera ai Romani 13, 1). I Re e le magistrature sono perciò soltanto i ministri e i luogotenenti terreni di Dio. Proprio a cagione di questa sacralità patria e religiosa, il Leone marciano è alato; il suo capo è attorniato da un nimbo o aureola d’oro, prerogativa questa dei Santi, simboleggiando San Marco, principale Patrono della Dominante. È raffigurato d’oro su campo rosso, seminato di fiammelle (e non di stelle) esse pure dorate, fiammelle che sono diretta emanazione della Colomba dello Spirito Santo, raffigurata al centro della bordura superiore della bandiera. Rosso e oro sono per eccellenza i colori della Regalità: si rammenti l’oro recato dai Re Magi (insieme all’incenso e alla mirra) a Gesù Cristo Bambino a Betlemme, nella festa dell’Epifania; e si ricordi altresì la tunica scarlatta e la corona di spine del Redentore durante la sua Passione. Il Leone fu assunto a sacro simbolo di San Marco, perché il suo Vangelo inizia con la predicazione di San Giovanni Battista nel deserto e con la sua chiamata alla conversione e alla penitenza, in preparazione della venuta del Cristo; il ruggito del Battista era simile, appunto, a quello di un Leone, Re del deserto. Leone che nella Sacra Scrittura è figura di Gesù Cristo, di cui il Battista è, appunto, il Precursore. Siamo in presenza di una bandiera di pace e di rappresentanza, come si evince sia dall’assenza di un Leone portaspada (ensifero) o portacroce, ch’erano tipici delle bandiere da combattimento; sia dalle fauci chiuse o semiaperte, senza intenti bellici o minacciosi.
La criniera è fiammiforme, secondo moduli ancora tardogotici, nonostante il contesto e l’ornato barocco dei fregi e dei ricami dorati, che impreziosiscono il vessillo; gli organi della riproduzione sono pudicamente non in vista (solo in Terraferma compaiono, di quando in quando, leoni sessuati, ma in questi casi il loro significato è più politico che religioso). Sotto la zampa anteriore sinistra il Leone regge un libro aperto, di colore argento e bordato d’oro, allusione sia al Vangelo di San Marco, sia all’apparizione dell’Angelo all’Evangelista, cui si rivolse con le celebri parole: Pax tibi, Marce, Evangelista mevs (Sia pace a Te, Marco, mio Evangelista). Secondo la Tradizione, infatti, un Angelo apparve a San Marco dopo che l’Evangelista aveva fatto naufragio nel Golfo di Venezia, da lui percorso in ragione del suo apostolato, pronunziando al suo indirizzo queste parole latine, finite poi sul vessillo e che costituivano anche la predizione che lì, a Venezia, un giorno avrebbero riposato le sue spoglie (“hic requiescet corpus tuum”, concludeva l’Angelo) come poi avvenne. Nell’828 infatti il corpo del Santo, sottratto alle profanazioni dei maomettani, che nel frattempo avevano occupato l’Egitto, veniva avventurosamente sottratto agl’infedeli e traslato via nave da Alessandria a Venezia, non senza prodigiosi eventi, dai marinai Buono da Malamocco e Rustico da Torcello. Le ali del Leone sono appunto quelle dell’Angelo, nell’episodio testé rievocato.

 

SCARICA IL PDF SULLA “BANDIERA CONTARINA”

 

Ulteriori informazioni contattando il numero 347/3603084 o scrivendo a pasqueveronesi@libero.it

10° Edizione del Cammino da San Marco a San Marco

L’EVENTO

6 GIORNI. 3 FINE SETTIMANA.

Attraverseremo la regione Veneto alla scoperta del nostro territorio.

Il Cammino giunto alla sua 10° edizione, è un evento importante per riscoprire la fede, la storia e il territorio della regione Veneto. È un’occasione per vivere i grandi valori che uniscono tutti le genti che hanno vissuto sotto la bandiera dei Dogi per secoli, per partecipare a un senso di comunità forte e sotto la bandiera di San Marco.
L’evento è sostenuto e organizzato dall’Associazione Culturale “San Marco Evangelista” in collaborazione con l’associazione “Veneto Nostro” – Raixe ed il patrocinio dell’Associazione Veneti nel Mondo. Esso rientra ufficialmente fra le attività istituzionali della Regione per celebrare l’annuale Festa del Popolo Veneto del 25 marzo.

Come si svolge il Cammino?
Durante 3 fine settimana, dal 10 al 25 marzo, il Cammino toccherà i grandi centri della cultura Veneta in una staffetta di solidarietà e spirito d’identità, nella quale i partecipanti percorreranno le singole tappe passandosi di mano in mano il gonfalone di San Marco, patrono e protettore dei veneti. Al termine del cammino, come di consueto l’appuntamento è in Piazza San Marco a Venezia con la spettacolare cerimonia di chiusura della manifestazione nella maestosa Basilica (che si terrà domenica 25 marzo p.v.). Al termine della manifestazione il Gonfalone verrà consegnato ad Aldo Rozzi Marin, presidente dell’Associaizone Veneti nel Mondo che lo consegnerà alla comunità veneta in Cile.

 

IL PERCORSO

Porteremo il Gonfalone di San Marco
come un testimone passato di mano in mano fra i volontari della staffetta.

SABATO 10 MARZO
ORE 13:30  Pai di Sopra – P.zza San Marco
ORE 15:30  Torri del Benaco – Porto
ORE 17:30  Garda – Chiesa S.M. Assunta

DOMENICA 11 MARZO
ORE 08:00  Legnago – Piazza della Libertà
ORE 10:30  Cerea – Chiesa Santa Maria Assunta
ORE 13:30  S. P. di Morubio – Municipio
ORE 15:15  Isola Rizza – Parrocchia di Isola Rizza
ORE 16:15  Oppeano – Municipio

SABATO 17 MARZO
ORE 09:15  San Giovanni Lup.to – Chiesa Parrocchiale
ORE 11:30  Zevio – Chiesa Parrocchiale
ORE 13:30  Belfiore – Chiesa Parrocchiale
ORE 15:00  San Bonifacio – Municipio
ORE 17:00  Lonigo – Santa Maria dei Miracoli

DOMENICA 18 MARZO
ORE 07:30  Vicenza – Monte Berico
ORE 09:00  Pista Ciclabile Casarotto incr. Via Cipro
ORE 10:10  Longare – Municipio
ORE 10:50  Ponte di Castegnero – Municipio
ORE 11:20  Ponte di Nanto – Municipio
ORE 12:30  Ponte di Barbarano – Ciclabile incr. Via Matteotti
ORE 13:30  Ponte Alto
ORE 14:45  Sossano – Chiesa Parrocchiale
ORE 16:00  Orgiano – Chiesa Parrocchiale

SABATO 24 MARZO
ORE 10:45  Padova – Basilica del Santo
ORE 12:30  Villa Molin – Via Ponte della Cagna
ORE 13:30  Montegrotto T. – Via Granze Destra
ORE 14:00  Battaglia Terme – Castello del Catajo
ORE 16:00  Monselice – Castello

DOMENICA 25 MARZO
ORE 09:30  Mestre – Convento Padri Capuccini Benedizione
ORE 09:45  Mestre – Convento Padri Capuccini
ORE 12:00  Venezia – Fondamenta Santa Lucia
ORE 15:30  ARRIVO Venezia – Piazza San Marco

Per maggiori informazioni: http://www.dasanmarcoasanmarco.com/